Sicurezza
«Nessuno ha mai tutelato i miei figli»
Caso Ragusa, lo sfogo di Logli sulle pressioni nell’inchiesta. Nuovo rinvio delle ricerche col georadar
PISA. «Non parlo per me, ma per i miei due figli. Nessuno li ha tutelati in questa storia. Dalla Procura ai carabinieri e neanche il sindaco. Una volta è capitato che un’insegnante sia stata costretta a portare mia figlia in bagno per evitare l’assalto di una troupe televisiva».
Insistenze e denunce. È lo sfogo consegnato da Antonio Logli all’inviata della trasmissione de La7, “Linea gialla” che lo ha incontrato nell’autoscuola “Futura” di Gello.
Solo una diffusione audio delle parole nel servizio andato in onda che, per l’avvocato Roberto Cavani, legale del marito di Roberta Ragusa, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, sono state carpite all’insaputa del suo cliente.
«Logli ha riferito quello che ha sempre detto fin dall’inizio di questa vicenda – spiega Cavani –. Il suo è un invito a lasciare in pace i figli. Purtroppo mi ha riferito anche dell’episodio avvenuto a scuola della figlia. D’ora in avanti chiunque, non autorizzato, tenti di intervistarlo a casa sua o nell’autoscuola rischia una denuncia per molestie».
L’attesa. La pressione, non solo investigativa, su Logli e la sua famiglia dura da almeno venti mesi. Per il marito di Roberta, che nell’incontro con la giornalista parla della moglie sempre al presente, la donna sarebbe andata via in modo spontaneo e chiede agli investigatori di non smettere di cercarla.
La proroga. La Procura entro il 17 ottobre chiederà una proroga di sei mesi, l’ultima, per indagare sulla sparizione di Roberta.
Nella primavera 2014 gli inquirenti decideranno, sulla base degli elementi raccolti o che dovessero emergere nelle prossime settimane, se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.
Senza il corpo o fatti nuovi di rilievo, è la posizione espressa da tempo dal procuratore capo, Ugo Adinolfi, l’archiviazione appare scontata.
Le ricerche. Slittano ancora le ricerche con il georadar Stream–X messo a disposizione dall’Ids di Ospedaletto. Erano previste in questa settimana, ma sono state rinviate ai primi di ottobre. Lo strumento, in grado di vedere fino a tre metri di profondità, è impegnato in altre attività remunerate alla ditta proprietaria che lo ha messo a disposizione a titolo gratuito per le indagini nel sottosuolo ad uso investigativo. E la precedenza nell’utilizzo va a chi può pagare.(p.b.)
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