Il Tirreno

Pisa

Spesi 30mila euro per un finto giardino

di Carlo Venturini
Spesi 30mila euro per un finto giardino

La denuncia del sindacato dei medici Anaao: «Ma quando si tratta di trovare soldi per i posti letto, si tira al risparmio»

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PISA. «In nome della spending review, c'è una lenta e silente morìa di posti letto, ma si spendono 30mila euro per un finto tappeto erboso». La denuncia arriva dal sindacato dei medici Anaao.

Il tappeto erboso che ha fatto scattare l'indignazione del sindacato, è quello "fiorito" all'interno dell'edificio 200, nuova sede della direzione aziendale. L'utilizzo di questo spazio di verde «non si capisce, ed è stato corredato anche da un gazebo, forse per riunioni aziendali al fresco» dice Gerardo Anastasio, segretario aziendale Anaao e vice segretario del sindacato a livello regionale.

Ma l’altro e più importante punto che sta a cuore al sindacato è la morìa di posti letto a Cisanello e Santa Chiara camuffata dalla pratica che è stata definita dell'appoggio . Questo sistema fa in modo tale che un paziente che dovrebbe essere ricoverato in un reparto (ad esempio di Medicina o Pneumologia), venga "parcheggiato" (perché non ci sono abbastanza letti nel reparto di riferimento) in altri ad esempio Urologia o Nefrologia che sempre più spesso sono distanti tra loro. Il sindacato spiega la pratica, precisando: «Così facendo la direzione dell'Aoup da un lato taglia veramente i posti letto, ma dall'altra li fa "comparire" in altri reparti con la scusa dell'ottimizzazione delle risorse».

L'Anaao fa sapere che il 17 giugno, ben 10 pazienti del Pronto soccorso (in quel momento traboccante di barelle dei malati in attesa da ore di un letto e quindi non per un'emergenza) che dovevano essere ricoverati in Medicina, sono stati "appoggiati" in Endocrinochirurgia, cosa che ha comportato il richiamo in servizio dei medici reperibili e del responsabile, in quanto quello di guardia non possedeva il dono dell'ubiquità ed i degenti necessitavano di particolare assistenza. Questa dell'"appoggio" di pazienti in reparti, che oltretutto non hanno personale sufficientemente formato e specializzato per quella tipologia di malattia, da che era un'eccezione, secondo il sindacato, è diventata quasi una regola.

«Ma c'è di più - spiega Anastasio - tanto per complicare la vita ai medici e di conseguenza ai pazienti, da un po' di tempo c'è stato uno spostamento "incongruo" di 12 posti letto su 20, dell'Unità operative di Medicina 1 da Santa Chiara a Cisanello con sette medici che si dovranno dividere e assistere i loro pazienti in due ospedali distanti chilometri. E questa sarebbe "ottimizzazione delle risorse"».

In Toscana la spending review sui posti letto e sui ricoveri ha picchiato pesante (si prevedono 350 posti letto a Careggi, 250 a Pisa 250, mentre a Siena150). «La Toscana ha dovuto primeggiare anche nell'essere virtuosa nei tagli alla sanità - spiegano dall'Anaao - sebbene il governo abbia programmato una riduzione dei posti letto per raggiungere a livello regionale l'indice di 3,7 ogni mille abitanti - standard già rispettato in Toscana - ciò nonostante la nostra Regione ha abbassato ulteriormente questa percentuale a 3,1 posti letto».

L'Emilia Romagna, tanto per fare un esempio, era a 4,6 posti letto per ogni abitante. Dal punto di vista dell'equilibrio economico (tra tagli ai posti letto e riduzione delle attività assistenziali, alle quali vengono assegnate sempre meno risorse in termini di personale e attrezzature) la nostra Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) è in linea con le direttive regionali e ministeriali, e su questo punto non vi è alcun dubbio. «Per il primo anno - spiega Anastasio - l'Aoup è rimasta al di sotto del tetto imposto dalla Regione del numero di ricoveri rimborsabili: gli anni scorsi già ad ottobre, il tetto era raggiunto ed i ricoveri dell'ultima parte dell'anno non venivano rimborsati per cui, dal punto di vista contabile, si trattava per l'azienda di una rimessa».

Tutto perfetto dunque: riduzione dei posti letto e riduzione dei ricoveri come l'ex premier Monti ordinò. «Niente affatto - spiega il sindacato - perché si taglia pesantemente là dove si poteva e si doveva tagliare assai meno, mentre si spendono soldi per costruire sedi per uffici amministrativi che avrebbero potuto essere ospitati in locali dismessi dall'azienda, ma non ancora venduti. Un esempio: il nuovo prefabbricato, l'edificio 200, costato oltre 2 milioni di euro, abbellito dal finto prato all'inglese corredato da gazebo e piante ornamentali, destinato, una volta completato il progetto del nuovo ospedale - è la conclusione del sindacato - alla demolizione o nel migliore dei casi ad ospitare laboratori che saranno sempre comunque contenuti in prefabbricati simil container».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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