Sicurezza
Orgogliosi di stare al Cep ma servono più controlli
PISA. Quell’incendio non sembra aver cambiato la vita del quartiere. Nel bene o nel male, l’episodio del circolo Arci l’Unità, colpito dal grave atto vandalico che ha danneggiato seriamente la...
PISA. Quell’incendio non sembra aver cambiato la vita del quartiere. Nel bene o nel male, l’episodio del circolo Arci l’Unità, colpito dal grave atto vandalico che ha danneggiato seriamente la facciata esterna, resta appunto un episodio che non muove il livello di sicurezza, o insicurezza, percepita al Cep. Se da una parte i residenti sono tutti concordi nell’escludere la matrice politica del gesto, dall’altra c’era chi auspicava un aumento dei controlli da parte delle forze dell'ordine.
Roberto Cini, direttore sportivo della Polisportiva Popolare Cep, si fa portavoce dell’orgoglio di tutto il quartiere: «Quello del circolo è stato un gesto isolato di qualche fuori di testa, anche se non per questo meno grave. Noi della Polisportiva parteciperemo alla raccolta fondi per farlo riaprire il prima possibile. In realtà qui si vive bene, ci si aiuta tra vicini e la solidarietà è molto sentita. Non penso che in altre parti della città si possa dire altrettanto. Per conferma chiedetelo all’ex sindaco Cortopassi o all’assessore Zambito, vivono tutti e due qui, se fosse così tremendo non ci starebbero».
Di altro avviso invece la giovane Rosa Siniscalco: «Per una ragazza da sola non è facile tornare la sera. Io se posso mi faccio accompagnare fino al portone dai miei amici, la gente che si incontra nella piazza davanti al supermercato non è delle migliori e mi spaventa un po’. Al circolo non andavo molto, c’erano pochi giovani».
Alessandra Di Pasquale invece promuove il quartiere: «Sono una studentessa e ho abitato anche in altri punti della città, devo dire che qui è più tranquillo. Certo, un minimo di attenzione è normale, soprattutto per una ragazza, ma niente di più. Quando stavo vicino all’aeroporto ero più preoccupata, soprattutto dopo che abbiamo subito un furto in casa».
La chiusura è di Giuliano Moretti, ex presidente del Ctp 2 e memoria storica del Cep: «Riguardo al grave fatto del circolo non penso, ed è l’opinione più diffusa, che ci siano dietro motivi politici: non hanno toccato l’insegna del Pd, nessuna scritta sui muri per rivendicare l’atto, nemmeno negli altri quartieri. Quello che colpisce è che rimane comunque un problema di controlli: di notte non si vede passare una volante. La gente del Cep si affida a se stessa, c’è grande coesione, ma questa sorveglianza di quartiere non basta, ci vuole maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine».
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