Il dolore
Truffa, tributarista sotto processo accusato dall’ex
Imprenditrice si ritiene raggirata nell’acquisto di una società Contestati anche i versamenti a favore del professionista
PISA. A processo con l’accusa di truffa un noto tributarista pisano. Si tratta di Paolo Bartorelli, 46 anni, studio a Ghezzano, che siederà sul banco degli imputati ai primi di dicembre, dopo la citazione diretta a giudizio, senza passare dal gup e dunque dalla fase dell'udienza preliminare, firmata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora. Al dibattimento si è giunti dopo una lunga indagine diretta dal pm e condotta dalla Guardia di finanza sulla base di una denuncia presentata da una imprenditrice pisana, conoscente e poi cliente del professionista, prima che fra i due nascesse una vera e propria relazione.
La vicenda inizia nella primavera del 2006. Secondo le indagini delle Fiamme gialle e della Procura, in quel periodo il tributarista diviene il consulente dell'imprenditrice, una trentenne conosciuta alcuni mesi prima, la quale cercava una sede più grande per la sua azienda. Stando alle accuse, Bartorelli le avrebbe proposto l'acquisto di una società, sostenendo che questa era assegnataria di un immobile dell'insediamento produttivo Pip La Fontina del Consorzio Copapi. La donna aveva accettato e, nel preliminare di cessione quote, sottoscritto a maggio del 2006, sarebbe stata dichiarata l'esistenza di un versamento al Consorzio di 115mila euro per l'assegnazione della struttura, cifra che l'imprenditrice si impegnò di rimborsare ai soci uscenti.
Nel frattempo fra i due protagonisti di questa storia nasce una vera e propria relazione e un anno e mezzo dopo, a garanzia dell'impegno economico assunto, la donna avrebbe sottoscritto a favore di Bartorelli sia un preliminare di vendita della propria casa, in cui dichiarava di aver ricevuto pari somma, sia un contratto di consulenza - ritenuto dagli investigatori fittizio, mentre la contabilità reale era regolata da un altro contratto - che avrebbe dovuto stabilire un rimborso rateale. L'imprenditrice inoltre, stando alle accuse, avrebbe corrisposto rilevanti somme di denaro sia al tributarista, a titolo di rimborso di quanto si era dichiarato che era stato versato al Consorzio Copapi, che alla società Toselli Srl (di cui lui era legale rappresentante e proprietario insieme al padre, Sergio) che aveva svolto i lavori edili di completamento nella struttura. Ma l'immobile in questione, mai venuto nella disponibilità dell'impresa della donna, non sarebbe risultato assegnato alla società che le era stata ceduta, bensì ad un'altra società del professionista, la Invent Microsystem Srl. Non risulterebbe inoltre che al Consorzio Copapi siano stati versati i famosi 115mila euro, bensì solo un anticipo. Queste circostanze sarebbero state accertate da Procura e finanza nel corso dell'indagine seguita alla denuncia della donna, oggi quarantenne, presentata nel 2011: i rapporti, professionali e sentimentali, fra i due protagonisti della vicenda si erano chiusi un anno e mezzo prima, quando la donna si era allontanata dal tributarista sia professionalmente, cambiando commercialista, che a livello personale, interrompendo la relazione.
Intanto, con un altro procedimento proseguono le indagini della Procura a carico di un altro indagato, un conoscente di Bartorelli, suo socio all'epoca dei fatti. I legali della donna, che risulta parte offesa nella vicenda anche in questo caso, si sono opposti alla richiesta di archiviazione per la sua posizione. Parallelo ai due penali corre un terzo procedimento, in sede civile, per la risoluzione del contratto di consulenza.
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