La manifestazione
Pd e scuola, è ora di cambiare passo
Carrozza rimette in discussione test d’ingresso e concorsi. E al partito dice: «Basta con la discussione su regole e date»
PISA. Passionale ma anche critica. Determinata e, a tratti, quasi rivoluzionaria. Il ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza dimostra ancora una volta di nuotare controcorrente in un mare in burrasca qual è il sistema scolastico italiano. Intervenuta sabato sera alla festa nazionale democratica su scuola e università, in corso al circolo Arci di Pisanova, il ministro pone l'accento sul nuovo corso intrapreso dal suo Ministero, volto a riformare o, quantomeno a cercare di mettere ordine, un campo (scuola, ricerca, università), troppe volte bistrattato e, per usare le parole del ministro, «considerato spesso un salvadanaio da cui attingere soldi». E per farlo non è sufficiente un'azione politica. Ma, come più volte sottolinea, occorre entrare in una logica di etica pubblica.
Ispettori a Roma. Intervistata da Paolo Toccafondi, caposervizio del Tirreno di Pisa, il ministro annuncia «un'ispezione» alla scuola di Cardiologia della Sapienza di Roma, minata da un concorso scandalo. «Un episodio che andrà approfondito e che merita un'ispezione ad hoc – dice Carrozza -. Ma è anche il sistema dei concorsi che va ripensato. Bisogna passare ad un concorso nazionale per scuole di specializzazione con commissioni nazionali e non più locali ed entrare in una logica di etica pubblica, perché non c'è legge che non può essere raggirata. E non solo nell'ambito dell'istruzione».
Decreto. Anticipato da un intervento di Marco Meloni, parlamentare e responsabile istruzione, università e ricerca del Pd, che ha evidenziato il cambio di rotta nelle politiche scolastiche innescato dal governo Letta, soprattutto su spinta del Pd, il ministro ha sottolineato il gioco di squadra del governo nel varare il decreto, che è «già un grande risultato».
Bonus maturità. Il ministro affronta subito uno dei punti del decreto che più ha fatto discutere: l'annullamento del bonus maturità. «Le analisi – spiega il ministro – ci dicono che non è un punteggio equo e, così come chiesto da tanti, abbiamo deciso di toglierlo».
Test ingresso. Carrozza annuncia un cambio anche per i test di ingresso nelle università. «È un tema che non può essere affrontato in poco tempo – sottolinea – bisogna aspettare i risultati dei test di quest'anno e iniziare una valutazione. Sarebbe opportuno coinvolgere gli interessati per capire come valutare e considerare attentamente anche se il test, che l'anno prossimo ci sarà ad aprile e non a settembre, è lo strumento più adatto per valutare chi entra».
Maturità e orientamento. Per il ministro bisogna puntare ed investire molto sull'orientamento tra una scuola e l'altra. «Serve un orientamento precoce e un nuovo modello di maturità, che deve assumere un altro ruolo: vorrei che gli studenti italiani studiassero nell'ottica di cosa si vuole fare nel futuro e non solo per il voto», confida Carrozza che annuncia anche misure contro la dispersione scolastica attraverso un programma nazionale e non solo più europeo.
Caro libri e digitale. Altre misure riguardano il caro libri. «È stata introdotta la possibilità del comodato d'uso per i libri e per i supporti digitali, uno strumento sul quale bisogna investire tanto. Stiamo perseguendo – continua Carrozza – anche la strada del digitale, ma è un passaggio difficile perché dobbiamo garantire pari opportunità affinché tutti possano usufruire di questo strumento».
Immissione in ruolo dei docenti precari. Più complicata sembra invece l'annosa questione dell'immissione in ruolo degli insegnanti precari. Tema, questo, che ha provocato anche qualche tensione nella folta platea presente al circolo Arci. «È il caso più emblematico di stratificazione di norme – sottolinea Carrozza -. Il reclutamento di insegnanti è uno dei problemi più grandi. Ci stiamo lavorando e troveremo una soluzione per accontentare tutti».
Crisi dell’istruzione. Una riforma a tutto campo, quindi, quella che ha intrapreso il ministro, volta a ridare credibilità al sistema dell'istruzione, «dopo anni – sottolinea Carrozza – in cui non si è ritenuto necessario investire nella scuola. Bisogna guardare ad una nuova politica economica fondata sull'istruzione perché la scuola è una delle macchine più forti del paese ma che soffre molto di più delle altre».
Futuro della scuola. «La scuola – continua – ha bisogno di un intervento complessivo. Bisogna discutere di istruzione sulla base di un programma convincente: una discussione meno tecnica e più politica. È questo il salto di qualità che va fatto».
Governo e Pd. Futuro legato anche alla tenuta del governo Letta. «Non mi pongo il problema di quanto durerà – dice il ministro – ma di quello che farà il partito. Il Pd si deve liberare dall'incubo Berlusconi e avere il coraggio di programmare un'idea di società. Deve credere che la cultura e l'istruzione siano i motori per la ripartenza dell'Italia: servono decisioni coraggiose che fino ad oggi sono state rimandate. Vorrei che il Pd parlasse più di contenuti e meno della data del congresso che è un tema che non interessa a nessuno. È necessario far capire invece che abbiamo idee e soluzioni perché è questo il ruolo di un partito di sinistra. Mi auguro – conclude Carrozza - che il Pd abbia la forza di produrre una discontinuità e lavorare per una società diversa».
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