Il dolore
Imprenditore minacciato con un’accetta
Ex operaio ha esibito l’arma chiedendo il saldo di agosto. Il titolare: «Intimidita anche la mia famiglia»
VECCHIANO. Li aveva licenziati il 4 settembre e lo stipendio di agosto era rimasto in sospeso.
Loro, i tre operai romeni mandati a casa, non hanno voluto attendere la decisione del giudice chiamato a decidere le ragioni dei contendenti. Uno dei tre licenziati, si è presentato nella sede della ditta che opera nell’edilizia, nel comune di Vecchiano, chiedendo di parlare con il titolare, con uno strumento di persuasione che lo ha messo nei guai: un’accetta. Non ha mai alzato l’arma contro ex compagni o datore di lavoro. Ma a parole è stato più che esplicito su quelle che erano le sue pretese e quelle dei connazionali.
«Vogliamo i soldi di agosto» ha urlato più volte in faccia all’imprenditore tenendo l’accetta, lunga circa un metro, appoggiata alle gambe. L’operaio rumeno, però, ha concluso la sua incursione da “sindacalista” senza aver ottenuto quello che voleva. Anzi, lo show a mano armata si è concluso con una denuncia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e minacce aggravate dall’uso di un’arma.
L’imprenditore racconta l’episodio, ma chiede l’anonimato. «Niente nomi, è una brutta storia» è la premessa. Il romeno, 33 anni, residente a Lucca, arriva in ditta di mattina. Entra con l’accetta e la segretaria capisce subito che le intenzioni non sono diplomatiche. Sanno perché è lì.
«Mi ha voluto incontrare – spiega il titolare dell’azienda –. Teneva l’accetta, davvero grande, sempre bassa, ma ha minacciato me e la mia famiglia. È venuto per reclamare il saldo del mese di agosto per lui e per i suoi due amici. È in corso una vertenza dopo il licenziamento dei giorni scorsi. Ho le mie ragioni per averli mandati via. Deciderà il giudice». Nella discussione entrambi hanno mantenuto le proprie posizioni nonostante la presenza inquietante di quell’accetta. Prima ancora che terminasse l’alterco la segretaria ha chiamato i carabinieri. Prima dell’arrivo dei militari l’ex dipendente è uscito. È salito in auto con l’arma e si è diretto verso Lucca. Nel frattempo i carabinieri di Migliarino hanno raccolto le indicazioni dell’imprenditore e dei testimoni sul blitz del romeno e hanno passato i dati ai colleghi lucchesi. Il 33enne, prima ancora di entrare in casa, è stato fermato dai militari e nell’auto aveva ancora l’accetta.
Pietro Barghigiani
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