Il dolore
Ogni ente o palestra decide per proprio conto
Pino Staffa (BabyConsumers): ecco quando è assolutamente necessario farsi visitare
PISA. Per le Federazioni affiliate al Coni quasi tutta l’attività giovanile è considerata agonistica, con quel che ne consegue per la cartificazione (nel calcio, ad esempio, dai 12 anni in su, nella boxe dai 13, nel rugby da 11, nel tennis ovunque ci sia un arbitro...).
E gli enti di promozione? Ognuno fa le sue regole. Qualcuno considera la sua attività “ludico motoria” o “amatoriale”, qualcun altro “non agonistica”, altri ancora “agonistica”. Un esempio pratico è il tennis tavolo: per la Fitet (Federazione Italiana Tennistavolo) tutte le competizioni sono agonistiche (salvo quelle riservate ai tesserati al settore amatoriale organizzate dagli organi periferici). Per la Uisp valgono le stesse norme della Fitet. Il Csi invece ha deliberato come “non agonistica” tutta l’attività riferita al Tennis Tavolo, pertanto è sufficiente un certificato medico per attività sportiva non agonistica.
Facciamo il punto con Pino Staffa, presidente dell’associazione Baby Consumers.
Quali sono le novità pratiche?
«Da quest'anno non è più necessario il certificato medico di buona salute. È invece obbligatorio farselo rilasciare per i propri figli se partecipano ad attività parascolastiche organizzate al di fuori dell'orario curricolare, senza che sia necessario, tuttavia, eseguire esami medici più approfonditi, a meno che il pediatra o il medico di famiglia non lo ritenga opportuno. È abolito l'obbligo del certificato medico di idoneità per l'attività ludico-motoria e amatoriale, mantenendolo, invece, in caso di attività sportiva non agonistica».
Qual è la differenza tra i due tipi di attività e quando il certificato medico va fatto?
«Le attività sportive amatoriali, come per esempio andare in palestra o giocare a calcetto con gli amici, si svolgono in forma autonoma, e di solito non richiedono un impegno cardiaco importante. Chi invece partecipa, per esempio, a un torneo di calcetto, svolge attività sportiva non agonistica, come pure gli alunni che seguono attività parascolastiche organizzate dal Coni o dagli istituti in orario extracurricolare. In questi casi il certificato medico è obbligatorio, mentre non serve per l'ora di educazione fisica».
E dove non è necessario, cosa succede realmente?
«Può accadere che, anche quando non è più necessario il certificato medico, i gestori di palestre e piscine continuino a richiederlo, allo scopo di tutelarsi. I medici sono tenuti a rilasciarlo, anche se non è più obbligatorio. Spetta comunque al medico di famiglia o al pediatra stabilire se l'assistito deve fare ulteriori accertamenti, come l'ecg quando c’è un dubbio. Medici di famiglia e pediatri, però, temono che la scelta di non eseguire un esame come l'elettrocardiogramma potrebbe anche configurarsi come "imprudenza" in un eventuale contenzioso legale».
L’attività ludico-motoria/amatoriale cos'è, con maggiore esattezza?
«E’ quella praticata da chi non è iscritto a società sportive o enti di promozione e finalizzata al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona. Quindi non prevede un aspetto competitivo. Ad esempio fare jogging al parco, fare fitness in palestra, fare danza, andare in piscina o altre attività similari. Anche fare calcetto o giocare a tennis con gli amici è attività ludico-motoria/amatoriale se l’attività viene svolta al di fuori di ogni contesto di gare o competizioni promosse da società sportive». (a.sc.)
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