Proteste
Impianti sportivi caos convenzioni
PISA. «Una battaglia per la trasparenza e la legalità». Così definisce Diego Petrucci, capogruppo in consiglio comunale della lista Noi Adesso Pis@, la questione che il suo schieramento sta portando...
PISA. «Una battaglia per la trasparenza e la legalità». Così definisce Diego Petrucci, capogruppo in consiglio comunale della lista Noi Adesso Pis@, la questione che il suo schieramento sta portando avanti nei confronti dell’amministrazione comunale sul tema delle convenzioni degli impianti sportivi. Una precisazione è d’obbligo: «Non intendiamo strumentalizzare in alcun modo la tragedia della piccola Rachele, ma il fatto che la piscina comunale rientri nel novero degli impianti con la convenzione scaduta non è influente».
Il punto semmai riguarda la gestione degli impianti sportivi. «Su 14 impianti - dice Latrofa - solo 7 sembrano in regola, gli altri continuano ad essere gestiti attraverso convenzioni rinnovate tacitamente, cosa espressamente vietata dalla legge dal 2005. Nessun bando è stato emesso per poter accedere alla gestione. Il fine è chiaro: le società sportive sono bacini elettorali che fanno comodo».
Secondo Latrofa, le convenzioni «che dovrebbero essere facilmente consultabili, sono spesso solo bozze incomprensibili. Anche sulle cifre c’è confusione: per la piscina, per esempio, si parla di 7mila euro l’anno per otto anni, ma poi ci sono una serie di meccanismi a scalare per cui non si quanto il Comune abbia ricevuto e quanto dato». Un capitolo a parte lo merita, secondo Petrucci, l’assessore allo sport Salvatore Sanzo: «È evidente un conflitto di interesse tra l’essere assessore comunale allo sport e presidente regionale del Coni. Anche se non è incompatibile legalmente, è sicuramente inopportuno essere allo stesso tempo controllore e controllato. Sanzo scelga cosa vuole fare, il politico o lo sportivo». (l.l.)
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