Sicurezza
Dai bagni di Tirrenia spuntano i tavoli affacciati sul mare
Nuova gestione per il Villa Roma specializzato ovviamente nei piatti a base di pesce. Ai fornelli c’è Massimo Cosci
PISA. In largo Belvedere, a Tirrenia, ci s’imbatte, a ridosso della spiaggia di fronte alla terrazza sul mare, in un ristorante che c’è da diversi anni ma che tanti ancora non conoscono.
Siccome confina col bagno Imperiale, il “Villa Roma” sembra quasi che ne sia il continuum in una sorta di rievocazione di fasti antichi sia nel nome ma anche nello stile post moderno. Messo su un bel po’ di anni fa, venne rilevato nel 2008 dai fratelli Giacomin e tre mesi e mezzo fa è passato nuovamente di mano. Il titolare è Luca Pistelli che cerca di dare dinamicità, puntando alla diversificazione dei piatti, cogliendo soprattutto le nuove tendenze di una clientela sempre più esigente.
Il locale ha conservato la semplicità di sempre: essenziale e luminoso. Una decina di tavoli, il colore prevalente è il bianco anche nelle colonne e negli architravi che abbelliscono la sala.
Un po’ azzardati i trompe l’oeil che arredano il locale, mentre è ben intonato il grande bancone che gira sinuosamente, fino alla scala che porta al piano di sotto. Fuori una bella veranda dove, quando il tempo lo permette, si può cenare all’aperto.
Il team del ristorante è composto dallo chef Massimo Cosci che ha una consolidata esperienza in diversi locali soprattutto del territorio, dall’aiuto cuoco Dario Apisa, da Samuele Pirone barman e collaboratore di sala e da Federico Squillaro, cameriere ai tavoli.
Siccome la vocazione del titolare Luca Pistelli è quella di un confronto diretto con i diversi modi di fare cucina («è una contaminazione necessaria per cogliere le svariate richieste di gusti e tendenze»), la sera in cui abbiamo visitato il locale, a fianco dello chef Massimo Cosci, c’era lo chef nonché presidente dell’associazione cuochi pisani, Pierluigi Pampana che ha preparato delle gustosissime cozze al forno e totani ripieni di carne e pesce.
Interessanti gli antipasti: si passa da un involtino bicolore (salmone fresco e branzino, marmellata di cipolle di Tropea con olio extravergine di oliva e lime) al cartoccio del Tirreno (pane agliato e salsa di cacciucco), oppure il polpo fresco di scoglio con patate rivisitato alla maniera dello chef. Si può anche scegliere un “assiette gourmande” (salmone marinato e caviale) e, per chi non ama il pesce, ci sono anche antipasti di terra: un buon tagliere di salumi del Parco di San Rossore o un tagliere di formaggi selezionati provenienti dal territorio. Tra i primi, interessanti i tagliolini all’astice del Mediterraneo, gli gnocchetti di patate con salsa di branzino e vongole veraci, ma anche il risotto Carnaroli con gamberi, avocado e champagne. Di sicuro affidamento si sono rivelate le pappardelle con triglie, pomodorini e basilico. Fra i primi di terra i tagliolini casalinghi salsati o i ravioli con stracchino di bufala con crema di broccoli e olio extravergine di oliva.
Tra i secondi spicca un filetto di branzino in crosta di erbe aromatiche con salsa al curry e un ventaglio di salmone su julienne di verdurine e salsa pernod.
Ma, a seconda della disponibilità (che comunque è pressoché costante) si può mangiare del pesce di cattura al sale o all’isolana o dei gamberi e totani in tempura.
Trattandosi di un ristorante di mare, non è fornitissima (ciò riguarda anche i primi) la scelta di carne: non manca comunque un bel filetto di vitellone aromatizzato al sale e affumicato, servito con verdurine di stagione.
La carta dei vini è sufficiente, con una suddivisione regionale e non mancano discrete etichette di Champagne.
Il ricarico delle varie bottiglie è assolutamente nei limiti di un buon rapporto qualità-prezzo.
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