Attenzione
Bancarellai, ora è decisiva la conferenza dei servizi
Gli operatori vogliono garanzie dall’organismo dopo le promesse del sindaco Boni (commissione mercato): in via Pietrasantina incassi di 2mila euro all’anno
PISA. Tre giorni di proroga concessi dal prefetto ai bancarellai prima dello sgombero coatto, rendono decisivo il passaggio di domani della conferenza dei servizi per una soluzione condivisa dell'annosa vicenda.
La coincidenza della conferenza con la scadenza del termine per il trasloco volontario, infatti, aveva riacceso gli animi tra i bancarellai di Piazza dei Miracoli. Ieri pomeriggio nuova assemblea di tutti gli operatori dove è stato ribadito la necessità di certezze sul futuro che possono venire solo dalla conferenza di domani.
Attesa per la conferenza. Ieri all’interno del cantiere di Piazza dei Miracoli è tornata una calma apparente. I teli lungo le transenne sono stati tutti ripristinati: sono stati gli stessi operatori e rimettere a posto tutto, dopo che martedì avevano creato una apertura per la vendita improvvisata.
Rimangono comunque i cartelli che spiegano i motivi della loro protesta. Spariti anche i macabri manichini, al loro posto le bandiere rossocrociate della Repubblica di Pisa. Poi sui banchi a ridosso di via Roma uno striscione molto eloquente: “Sindaco salva 300 famiglie pisane”. L’assemblea ha ribadito i timori per il futuro e soprattutto l’attesa ormai spasmodica per la posizione che emergerà dalla conferenza dei servizi dagli altri enti (visto che quella del sindaco appare ormai molto chiara).
Il ruolo del prefetto. Nell'incontro di martedì con le associazioni di categoria, il prefetto Francesco Tagliente ha ribadito alcuni concetti: primo tra tutti l'impossibilità di rinviare ulteriormente l'esecuzione del provvedimento comunale di sgombero, ritenuto legittimo sia dal Tar Toscana che dal Consiglio di Stato, ha spiegato. Come è stato altrettanto chiaro sul suo ruolo per quanto riguarda il ritorno dei banchi in Piazza dei Miracoli al termine dei lavori al Museo delle Sinopie.
Si prepara il ritorno. Il percorso annunciato dal sindaco Filippeschi in consiglio comunale che dovrebbe portare alla collocazione di tutte le bancarelle dell'area monumentale del Duomo (comprese quelle di piazza Arcivescovado, largo Cocco Griffi e via Maffi) nel nuovo stabile commerciale all'interno del Santa Chiara, prevede comunque un periodo - nell'auspicio di tutti di due o tre anni al massimo - in cui gli ambulanti dovrebbero tornare al loro posto a conclusione dei lavori.
Un ritorno che il Comune non mette in discussione, come hanno ammesso i rappresentanti dei quattro partiti (Pd, Sel, Riformisti per Pisa e In Lista per Pisa) che sostengono la giunta Filippeschi: «Il Comune che oggi distingue fra la fase transitoria dovuta ai lavori urgente da eseguie – scrive la maggioranza di Palazzo Gambacorti in un documento - da quella che potrà ancora servire a sostenere una soluzione definitiva secondo quanto affermato anche dalla giustizia amministrativa, cambierà il piano del commercio solo per consentire la definitiva riorganizzazione delle attività negli spazi a queste destinate nel Santa Chiara». Ma con quali strutture le bancarelle torneranno in piazza? Sicuramente questa è un’altra parte molto delicata che dovrà passare per una serie di tavoli tecnici. Essendo una soluzione temporanea, si pensa a strutture comunque snelle. Sicuramente non saranno più appoggiate come adesso al muro.
Incasso giornaliero. «Quando parlo di 2mila euro di incasso in caso di trasferimento delle bancarelle in via Pietrasantina mi riferisco ad entrate annuali e non certo giornaliere». È la precisazione di Gianmarco Boni, responsabile della commissione mercato del Duomo, rispetto alle dichiarazioni pubblicate nell’edizione di ieri nell’articolo in cronaca regionale sul braccio di ferro bancarellai-Comune riferito al trasloco dei banchi.
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