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Sprechi ridotti a mensa La novità è il piatto unico

Sprechi ridotti a mensa La novità è il piatto unico

PISA. Partito regolarmente negli asili nido, scuole materne e scuole elementari , il servizio di refezione scolastica entrerà a pieno regime da lunedi 23 con due importanti novità. La prima riguarda...

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PISA. Partito regolarmente negli asili nido, scuole materne e scuole elementari , il servizio di refezione scolastica entrerà a pieno regime da lunedi 23 con due importanti novità. La prima riguarda l'esperimento del piatto unico, che sarà effettuato in quattro scuole , in due diverse giornate. La seconda prevede una maggiore presenza di prodotti a filiera corta , presenti due giornate a settimana piuttosto che una. Sollecitato dalla commissione mensa, il piatto unico sarà gradualmente proposto in tutte le scuole di ordine e grado. Si parte con la paella, riso con pollo e verdure, il 9 ottobre nella scuola dell'infanzia Calandrini e nell' elementare Zerboglio. Il 16 sarà la volta della classica lasagna, servita con contorno di carote a filetti, per la scuola d'Infanzia Galilei e per l' elementare Guareschi. I genitori saranno preventivamente informati della piccola rivoluzione che avverrà a mensa. Il costo del pasto resterà invariato, così come l'apporto nutrizionale . Sebbene non rappresenti una novità per le tavole italiane, l'introduzione del pasto unico a scuola potrebbe rivelarsi un giusto compromesso tra genitori e figli e contribuire al contenimento degli sprechi. E' di ieri la pubblicazione di una ricerca di Slow Food Empolese Valdelsa che ha denunciato che almeno il 30%del cibo proveniente dalle mense scolastiche viene gettato, ogni giorno, senza neanche la possibilità di poter essere ridistribuito tra le associazioni di volontariato. Le statistiche del Comune di Pisa sembrano per fortuna lontane da quella ricerca . Si parla di una media di cinque pasti avanzati e non distribuiti, al giorno per scuola. «Per riutilizzo- chiarisce Chiofalo- non si intendono i pasti già trasportati ma quelli non consegnati per effetto di scioperi, assemblee o errate comunicazioni. Le stesse derrate non distribuite (e dunque intatte) dal centro cottura vanno direttamente alla Caritas». E sulla sperimentazione del piatto unico Chiofalo spiega: «È stato un complesso lavoro di consultazione e concertazione. Pensiamo che questa possa essere la strada giusta affinché, a parità di contenuto nutrizionale, le buone mescolanze aiutino l’interesse al cibo limitando gli sprechi. In seguito inizieremo a lavorare sulla proposta dei piatti interculturali. Il nostro scopo è di rendere il pasto a scuola un momento di socializzazione e di crescita nel quale la gradevolezza del cibo vada di pari passo con le relazioni».

Renata Viola

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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