Sicurezza
Ricercatori pisani in Corea del Nord per l’allarme vulcano
Una sfida contro il tempo, prevista un’eruzione nel 2014 Dovranno anche studiare gli effetti e i rischi in tutta la zona
PISA. Lavoreranno con temperature che vanno dai -25 gradi ai -50, a quota 2700 metri per monitorare uno dei vulcani più temuti di tutta l'Asia, il Baekdu in Corea del Nord dove vige un clima, questa volta politico e sociale, difficile ed impegnativo. Tredici ricercatori del Cnr di Pisa e delle Università di Firenze, Pisa e Palermo arriveranno in Corea del Nord il prossimo mese ed ad attenderli c'è un'altra sfida, una gara contro il tempo perché secondo le autorità di Pyongyang, la tanto temuta eruzione è prevista nel 2014-2015. E' la prima volta in assoluto che ricercatori occidentali vengano ospitati (almeno per un anno) e seguano dall'inizio alla fine un intero progetto scientifico, nella Corea del Nord.
Le autorità nordcoreane temono l'eruzione perché a meno di 12 km dal cratere c'è un aeroporto e alle pendici vivono almeno 7mila persone. «La stima degli abitanti non è certa - dice Antonio Caprai dell'Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr pisano - e il numero da noi stimato è in difetto». Si capisce la difficoltà dei nostri ricercatori a reperire informazioni di tipo sociale. Un'altra difficoltà che incontreranno i nostri ricercatori è dovuta alla scarsa se non nulla diffusione di internet per comunicare e per macinare una grande mole di dati. In caso di effettiva nuova eruzione, lo scenario prospettato vedrebbe effetti preoccupanti per le emissioni solide e gassose verso la penisola coreana e per le inondazioni derivanti dallo sversamento dei 2 miliardi di metri cubi di acqua del lago sommitale del vulcano, ma anche, in ragione della direzione prevalente dei venti nella regione, per il trasporto di ceneri e gas/fumi verso la Russia nella zona di Vladivostok, e verso il Giappone nell'area di Hokkaido. Il progetto è stato presentato presso l'Istituto di geoscienze e georisorse (Igg) del Cnr pisano il progetto, cofinanziato dal Ministero per gli affari esteri con 250mila euro, e prevede la "Formazione universitaria, lo studio, il monitoraggio e le valutazioni di risorse geotermiche". «Questa missione ha risvolti sociali e politici enormi - spiega la direttrice dello Igg, Sonia Tonarini - perché per la prima volta uno staff di ricercatori occidentali seguirà un intero progetto in Corea del Nord con una permanenza in loco di oltre un anno». «Abbiamo ricevuto le crescenti preoccupazioni delle autorità nordcoreane pervenuteci attraverso la nostra ambasciata - aggiunge Caprai - e dobbiamo fare un intenso monitoraggio del vulcano che risulta dormiente dal 1903, ma recenti segnali geosismici indicano una possibile imminente ripresa dell'attività». «Il vulcano è perennemente coperto di neve, è alto 2744 metri e ha un lago di 14 km di diametro e profondo circa 300 metri - dice il vulcanologo Alessandro Sbrana dell'Università di Pisa - e le eruzioni in questo caso sono particolarmente esplosive». La prorettrice per l'internazionalizzazione, Alessandra Guidi conclude: «Questo progetto ha dei risvolti scientifici, politici e sociali di assoluta importanza a livello internazionale».
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