Il Tirreno

Pisa

Nuove tecnologie e Rete creano lavoro

di Francesco Loi
Nuove tecnologie e Rete creano lavoro

Strumenti anti-stress, super archivi, aiuti ai malati cronici: le idee di società uscite da Ateneo, S. Anna e Cnr già sui mercati

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MILANO. Al Circolo della Stampa di Milano, in Corso Venezia, Pisa ha presentato l’Internet Festival che per l’edizione 2013, dal 10 al 13 ottobre, vuol fare le cose in grande. Quattro giorni densi di iniziative, appuntamenti, veri e propri eventi catapulteranno la città sulla ribalta nazionale ed internazionale. Anzi, la lanceranno direttamente nel futuro, mostrando quello che di innovativo, per non dire strabiliante, si può realizzare con le nuove tecnologie che hanno i loro “motori” nelle Università e nei centri di ricerca che hanno sede e storia in città.

Tanto che a Milano, per capire come si passa dalla teoria alla pratica, quasi toccando con mano, sono state presentate alcune start up innovative nate all’interno del Cnr di Pisa, dell’Università di Pisa e della Scuola Sant’Anna: Pulse di BioBeats, Dr. Drin di Biocare Provider e infine i software Pair e Mira di Visual Engines.

Quella della BioBeats è una storia decisamente particolare. Una delle sue anime, il 28enne Davide Morelli, dottorando di ricerca, ha compiuto quella che si può definire un’impresa: portare degli stranieri a lavorare a Pisa. Questa società ha infatti sede in California, una base operativa a Londra, ma è sotto la Torre che opera il team di sviluppo. BioBeats crea tecnologie che si adattano allo stato fisiologico dell’utente per creare esperienze multimediali coinvolgenti, che migliorano lo stile di vita. Nello specifico ha elaborato “Pulse”, una app per iPhone che genera musica sincronizzata con il battito del cuore: la telecamera dello smartphone cattura il battito e la app lo mette in relazione con la musica generandola in tempo reale. Le prossime app a cui il team di BioBeats sta lavorando aiuteranno l’utente a quantificare il livello di stress (leggendo la frequenza cardiaca e respiratoria) ed a gestirlo con playlist personalizzate e esercizi di rilassamento su misura. Uno strumento che interessa già il servizio sanitario inglese, «potendo abbattere costi e patologie legate allo stress», ha spiegato Morelli di fronte ad una platea assai incuriosita.

Ed eccoci alla Visual Engines, fondata pochi mesi fa (a fabbraio) da membri dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (Isti) del Cnr e dalla società Inera srl; Visual Engines, che ha sede in via Mazzini, ha richiesto di essere riconosciuta come spin-off del Cnr e la procedura è in corso. Il suo campo d’azione è quello dello sviluppo e della vendita di software e servizi basati su tecnologie di analisi, ricerca e riconoscimento visuale. Due i prodotti, illustrati a Milano da Fabrizio Falchi e Giuseppe Amato. Uno è Mira, applicazione per smartphone e tablet che permette il riconoscimento di immagini e oggetti in immagini attraverso la fotocamera del dispositivo. L’altro è Pair, soluzione per archivi fotografici di grandi dimensioni e servizi per la ricerca visuale (lo utilizza anche l’agenzia Ansa).

Terza esperienza quella di BioCare Provider, una start up nata nel 2013 da un team di otto giovani laureati e dottori di ricerca (farmacisti, informatici ed ingegneri informatici) provenienti dal Sant’Anna e dall’Università. La start up ha iniziato la sua attività imprenditoriale con lo sviluppo di un progetto chiamato Dr. Drin: mediante un sito internet, smartphone e tablet, aiuta i pazienti cronici nella gestione delle terapie farmacologiche, dalle più semplici alle più complesse. Dr. Drin, in pratica, avverte il paziente dandogli informazioni utili ed affidabili connesse all’utilizzo di tali farmaci. «I canali di vendita - ha annunciato il co-fondatore Raffaello Brondi - saranno diretti o attraverso le farmacie».

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