Sicurezza
Viaggio nella base militare che forma gli astronauti
La “Col Moschin” festeggia i 60 anni, qui si devono affrontare prove da superman Solo il 10-20% degli allievi entra nelle forze speciali. «Primo requisito, la volontà»
PISA. Il 9° reggimento d’Assalto “Col Moschin” compie il 60° anniversario dalla sua rifondazione e per festeggiare questo importante traguardo, ha organizzato un convegno dal titolo “Le forze speciali tra passato e futuro”. Una giornata di eventi per far conoscere alla cittadinanza l’evoluzione tecnologica e operativa del reparto dal dopoguerra a oggi. La manifestazione avrà luogo giovedì 19 settembre all’auditorium della camera di commercio di Livorno e l’evento sarà patrocinato da tutte le istituzioni della città labronica.
La base centrale del Reggimento (inquadrato nella Brigata Paracadutisti Folgore) è a Livorno, ma a Bocca d’Arno, all’interno del Parco Regionale di San Rossore, esiste un centro di addestramento denominato Base addestramento incursori. Un luogo dove i futuri membri dei reparti speciali dell’esercito italiano, si preparano a diventare dei veri e propri Superman.
Il termine non è propriamente esatto e i referenti della Base addestramento tengono a spiegare che la prova più importante per chi volesse tentare questa vita, resta sempre la volontà di riuscire nell’impresa. Ma d’impresa, per noi comuni mortali, in fin dei conti si deve parlare. All’arrivo in Base le reclute sono sottoposte a 21 giorni di pre selezione rigorosa e selettiva. Privati del sonno e costretti a qualsiasi genere di stress psico-fisico (l’intento è quello di determinare le stesse situazioni che poi si dovranno superare in missione), i militari devono quindi affrontare prove durissime: dalla marcia forzata, notturna, con pesanti carichi a spalla; alla costruzione di zattere di fortuna per attraversare percorsi acquitrinosi. Dallo scalare una montagna in condizioni meteo approssimative; al gettarsi col paracadute da altezze elevate. Dal maneggiare esplosivi e dispositivi militari; alla guida d’imbarcazioni e mezzi terrestri.
Le prove sono moltissime e per capire l’entità dello sforzo richiesto (ma anche della capacità che l’allievo deve avere in sé), basta citare la percentuale delle rinunce. Delle domande totali su base nazionale fatte per entrare nel 9° Reggimento d’Assalto, ben poche ottengono l’accesso ai due anni di addestramento finali. Il 70/80% delle reclute difatti abbandona il reparto prima del termine dei 21 giorni da passare a Pisa e solo il 10/20% quindi, ottiene poi il pass per proseguire il proprio addestramento ed entrare nelle forze speciali d’assalto dell’esercito italiano.
La fama e il lavoro dei selezionatori pisani ha avuto anche un importante riconoscimento da parte dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che per migliorare le prestazioni dei propri astronauti e per prepararli a futuri ed eventuali sbarchi su altri pianeti, ha scelto (tra tutte le altre analoghe strutture appartenenti alla Nato) proprio la Base Addestramento Incursori “Col Moschin” di Pisa.
«Noi siamo e restiamo militari - dice il comandante colonnello Roberto Vannacci - ma qui, in questa base, abbiamo anche il privilegio di addestrare gli astronauti Esa. Paolo Nespoli prima di salire a bordo della Stazione Internazionale si è formato presso la Scuola militare paracadutisti di Pisa, per poi ottenere nel 1980, la qualifica di incursore paracadutista alla “Col Moschin”».
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