Il Tirreno

Pisa

Il vescovo incontra le bancarellaie «Serve il dialogo»

di Daniele Benvenuti
Il vescovo incontra le bancarellaie «Serve il dialogo»

Intanto le associazioni chiedono all’amministrazione una settimana in più per effettuare il trasloco volontario

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PISA. In attesa dell’incontro con il prefetto slittato alle prossime ore, ieri pomeriggio le donne dei bancarellai sono state ricevute dall’arcivescovo Benotto; incontro fissato sabato scorso dopo l’improvvisato sit-in davanti all’Arcivescovado. L’arcivescovo ha compreso la posizione dei bancarellai convenendo con loro sul fatto che la soluzione del Santa Chiara sarebbe davvero quella ideale. Poi un invito a mantenere aperta la via del dialogo nel rispetto delle sentenze.

«Noi le sentenze le rispettiamo – hanno detto le donne presenti all’incontro – se però tutti fanno lo stesso, soprattutto nel punto che riguarda il ritorno in piazza al termine dei lavori. Il nostro timore - hanno spiegato a monsignor Benotto - è di trovarci di fronte a brutte sorprese quando i lavori al Museo saranno terminati. Per questo chiediamo chiarezza».

Intanto la vicenda sta vivendo l’ennesimo stallo, con il termine del 20 settembre che si avvicina; venerdì è l’ultimo giorno concesso dal comitato per l’ordine pubblico per il trasferimento volontario delle bancarelle.

Ed è anche il giorno della conferenza dei servizi convocata dal sindaco Marco Filippeschi, nel corso della quale verrà delineato il percorso già annunciato in consiglio comunale per l’indicazione dell’area del Santa Chiara come sede definitiva dei banchi. Sulla conferenza del servizi tornano a parlare le associazioni di categoria.

«Il sindaco ha dichiarato che la conferenza dei servizi non si chiuderà in un giorno – spiegano i vicedirettori di Confesercenti e Confcommercio, Giulio Garzella ed Elisabetta Ficeli -. Di questo siamo convinti, ma chiediamo che sia subito chiarito l’aspetto della condivisione da parte di tutti gli enti interessati del percorso proposto dal sindaco. E soprattutto le garanzie che non ci siano sorprese: tradotto, nessuno metta in discussione la sentenza del Consiglio di Stato che prevede il ritorno in Piazza dei Miracoli alla fine dei lavori al Museo delle Sinopie, nell’attesa di andare al Santa Chiara».

Insomma, quando la soluzione condivisa sembrava a portata di mano ecco di nuovo il muro contro muro.

«Di chi è la colpa di questa situazione? – chiedono ancora Garzella e Ficeli - Ci limitiamo ad esporre i fatti: alla vigilia del via al piano di trasloco volontario (il 13 settembre scorso) il sindaco ci comunica il nuovo percorso. Il giorno del termine del trasloco, ecco la conferenza dei servizi. Nel frattempo il cantiere che blinda le bancarelle. Noi ci fidiamo delle parole del sindaco Filippeschi, ma forse è giusto avere qualche base concreta in più. Bastava una settimana di proroga – insistono i due vicedirettori – al piano di trasloco. Sarebbe stato il gesto di buona volontà tanto atteso. E invece quel gesto lo chiedono a noi…».

La conclusione di Confesercenti e Confcommercio è la seguente: «Il sindaco ci conceda la settimana in più per lo sgombero volontario e apra il percorso annunciato nella conferenza dei servizi. Un modo chiaro per esprimere la volontà di dialogo. Sennò prenderemo atto della chiusura definitiva con tutte le conseguenze che si possono immaginare».

Ma nel caso non si giunga alla soluzione condivisa, partirà il trasloco coatto? L’ordinanza in tal senso parla chiaro, così come l’ultimo avviso consegnato ai bancarellai.

Scaduto il termine del 20 settembre, partirà la rimozione forzata. In questa eventualità, le forze dell’ordine avranno l’autorità per aprire i banchi e spostarli insieme alla merce. Merce che dovrà, comunque, essere inventariata, fotografata e custodita (con i costi a carico dei proprietari) prima di essere spostata.

Operazioni che richiedono tempo, tanto che si pensa che ogni giorno possano essere trasferite non più di tre o quattro bancarelle.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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