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Pisa

Rifiuti nei basamenti, sigilli al cantiere

Rifiuti nei basamenti, sigilli al cantiere

Bloccata la realizzazione di una villetta bifamiliare. L’accusa: scaricato nelle fondamenta anche materiale «da identificare»

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PISA. Ci sono i calcinacci, i pezzi di legno, quelli di plastica e altro materiale definito «da identificare» su cui l'Arpat ha già disposto delle analisi.

La procura della Repubblica di Livorno ha disposto il sequestro di un cantiere edile a Rosignano, in località Poggio Fiorito, a poche centinaia di metri dall'uscita della variante Aurelia. Arrivando da Solvay verso Marittimo si trova sulla destra. La ditta che si occupa dei lavori è la Cogemar Service Srl di Pisa (legale rappresentante e presidente, l’ingegner Mario Josè Marescalchi). Si tratta di una società a conduzione familiare che opera dal 1982 e che oltre ad avere la sede amministrativa nella città della torre dispone di un ufficio e magazzini alle Morelline. Nel Rosignanese, a Vada, la Cogemar ha realizzato il "Casale della Torre". Un complesso residenziale composto da 18 abitazioni, parte in ristrutturazione totale e parte di nuova costruzione. Il cantiere a Poggio Fiorito, con un'operazione di polizia giudiziaria, è stato chiuso dagli uomini della municipale il 4 settembre scorso. L'incartamento, con tutta la documentazione, è in mano al sostituto procuratore livornese Fiorenza Marrara che ha disposto il sequestro dell'area. Alla ditta si contesta lo scarico dei rifiuti nelle fondamenta della villetta bifamiliare in fase di realizzazione. La municipale oltre al materiale ferroso, alla plastica e ai calcinacci avrebbe individuato scarichi di «natura da identificare»: l'Arpat con le sue analisi stabilirà se si tratta di amianto. Chi nei mesi scorsi ha convissuto accanto alla zona sequestrata riferisce che gli operai della ditta pisana avrebbero in sostanza spostato i rifiuti da un cantiere su cui stavano già lavorando a quello di Rosignano Solvay. Sulla questione dovrà far luce la Procura. A quanto risulta non sarebbe stata una segnalazione dei cittadini a far scattare i sigilli ma un'iniziativa indipendente del nucleo vigilanza ecoambientale del corpo dei vigili urbani di Rosignano. Il permesso a costruire indicato sui cartelli davanti al cantiere è il numero 742 ed è stato rilasciato dal Comune di Rosignano nel luglio del 2007. Proprietario, progettista e committente risultano la stessa Cogemar. La data di fine lavori indicata è il marzo 2015.

Non è la prima volta che nel comune viene sequestrato un cantiere. Nel 2008 la forestale rilevò la costruzione di una piscina in costruzione all'interno di una villa a Campolecciano. Il proprietario, un noto imprenditore perugino, fu denunciato insieme al titola della ditta che stava realizzando l'opera. Secondo le forze dell'ordine era stato aperto un cantiere sprovvisto delle necessarie autorizzazioni. Al momento dei controlli la ditta appaltatrice aveva terminato uno scavo (lungo 25 metri e largo poco meno) e stava provvedendo a realizzare i fori per costruire il basamento cementizio della piscina.

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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