Sicurezza
Picchia la compagna incinta davanti alla figlia di 18 mesi
La donna è fuggita da casa e si è rivolta a una vicina che ha chiamato la polizia È emersa così una storia di prolungate violenze. L’uomo è finito in manette
PISA. Dopo l'ennesima brutale aggressione a pugni e calci da parte del suo compagno ha approfittato della sua assenza da casa per fuggire e chiedere aiuto a una vicina che ha avvertito la polizia e ha fatto scattare la rete di protezione dei servizi sociali. E' la vicenda che ha portato all'arresto di un senegalese di 58 anni, Niare Baba, già conosciuto alle forze dell'ordine e pare anche molto noto nella comunità senegalese.
Secondo l'accusa contestata, l'uomo avrebbe picchiato la compagna incinta davanti alla figlia di appena 18 mesi.
Ma questo sarebbe stato solo l'ultimo episodio di una lunga serie di violenze e privazioni. Per questo la donna non ha più avuto la forza di restare in famiglia decidendo di chiedere aiuto. La donna e la bambina, dopo essere state soccorse e medicate all’ospedale, sono state trasferite in una struttura protetta con l’ausilio dei servizi sociali, mentre per il convivente è scattato l'arresto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La coppia era legata da oltre due anni, secondo quanto riferito dalla donna ai servizi sociali e alle poliziotte della seconda sezione della squadra mobile, specializzate in reati come lo stalking, le violenze sessuali e domestiche.
Grazie alla rete di protezione e solidarietà intorno a lei, la vittima ha rilasciato un drammatico racconto della sua relazione con il convivente violento. «Un vero inferno», queste le parole della vittima per descrivere due anni di relazione con l’uomo: dipendenza economica totale, umiliazioni, minacce, trascuratezza e percosse avvenute anche durante le due gravidanze della vittima, alternate a momenti di “falso idillio” al fine di farsi perdonare le violenze. L'uomo avrebbe ripetutamente picchiato la compagna, anche durante la prima gravidanza mettendo ripetutamente in pericolo le condizioni del nascituro. La polizia, dopo avere messo in salvo la donna, ha raccolto in pochi giorni elementi a conferma del racconto della vittime delle violenze e indizi ritenuti sufficienti per arrivare all'adozione della misura di custodia cautelare.
Così per il senegalese, residente a Pisanova, sono scattate le manette. Le indagini sono state condotte dalla seconda sezione della Squadra Mobile della Questura, composta interamente da ufficiali e agenti donne di polizia giudiziaria che da anni contrastano quei reati ignobili che vanno a toccare la sfera più intima e privata delle persone, e ledono la dignità e l’integrità, oltre che fisica, anche emotiva e psicologica delle vittime, per lo più donne e bambini.
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