Sicurezza
Con l’ecobonus risparmi intorno al 25%
Si troveranno nella bolletta della seconda Tares. L’assessore Sanzo: ora studiamo un modo per premiare le quantità reali
PISA. Da una parte il nuovo sistema premiante: via il “tetto” ed ecobonus a tutti i cittadini che raggiungono l’obiettivo. Dall’altra, uffici al lavoro per trovare un metodo che in futuro riesca ad attribuire gli sconti sulla quantità reale dei rifiuti prodotti da ciascuna famiglia e non solo su stime: qualcosa più “stile Capannori”. Punto della situazione in Comune sugli ecobonus con l’assessore all’ambiente Salvatore Sanzo tra pro e contro.
Gli sconti. Gli uffici comunali, fatti tutti i calcoli, hanno verificato che si potrà arrivare intorno al 25% di sconto sulla Tares (il tributo introdotto quest’anno dal governo a copertura dei servizi di pulizia e smaltimento dei rifiuti) da parte dei pisani “ricicloni” che metteranno pienamente a frutto gli ecobonus voluti dall’amministrazione per premiare i cittadini impegnati nella raccolta differenziata. Nella tabella a fianco alcuni esempi.
Accesso all’ecobonus. Il primo passo è avere diritto agli sconti: per questo ogni famiglia interessata deve riuscire a differenziare almeno il 40% della sua produzione annua stimata di rifiuti (la cosiddetta “Ps”). Un quantitativo che si ottiene moltiplicando la produzione media annua di rifiuti a metro quadro per la superficie dell’abitazione e anche per un coefficiente collegato al numero dei componenti della famiglia. Chi vuole scoprire la propria situazione può collegarsi alla pagina web http://statportal.sister.it/ComunePisa/cam/cam.htm inserendo il codice della tessera “Pisa ti differenzia”.
Valore degli ecopunti. Occorre ricordare che ogni ecopunto acquisito nella propria tessera dà diritto a 1,5 centesimi di euro di sconto. Ma, da questo punto di vista, non tutti i rifiuti sono uguali: un chilo di sfalci e potature, ad esempio, porta un solo ecopunto a fronte dei cinque che possono essere incamerati per lo stesso quantitativo di carta e cartone o, addirittura, i 50 per l’identica quantità di metallo.
Quando si potrà avere. Le riduzioni della tariffa per l’ecobonus 2013 i cittadini le ritroveranno nella bolletta della seconda Tares 2014 (quindi non in quella che andrà in pagamento a gennaio). Mentre per quanto riguarda gli sconti relativi al 2012, entro la fine dell’anno ciascuna famiglia avente diritto riceverà a casa una lettera con l’indicazione di recarsi in banca per ritirare l’importo dovuto come riduzione della tassa sui rifiuti.
Tariffa su produzione reale. Diversi cittadini tra quelli molto attenti a produrre la minor quantità di rifiuti si solo lamentati: noi, così sensibili alle questioni ambientali, non possiamo quasi mai raggiungere il 40% e avere gli sconti. «La metodologia adottata quest’anno - ammette Sanzo - non è certo un punto di arrivo, ma semmai di partenza per fare meglio: è nostra intenzione infatti spostarci sempre più verso tariffe e sconti basati sulla produzione reale dei rifiuti da parte di ciascuna famiglia e non su quella stimata. In tal senso siamo più che disponibili a studiare le esperienze al riguardo più all’avanguardia». Tipo Capannori, anche se gli uffici comunali, sulla base di indagini europee, precisano: «Anche introducendo il porta porta una realtà come Pisa non potrà toccare quote di differenziata dell’80% come a Capannori, comunque potrà arrivare a una cifra tra il 60 e 75% come vuole la normativa». Cassonetti interrati nel centro cittadino e porta a porta nelle periferie sono in effetti gli obiettivi comunali. «Un porta a porta - aggiunge Sanzo - che sarà introdotto a tappe e con ampio processo partecipativo».
Utenze non domestiche. L’ecobonus non è solo per le utenze domestiche. Anche le imprese ne hanno diritto, ma solo nel caso in cui si facciano carico direttamente del riciclaggio dei rifiuti attraverso un soggetto da loro individuato che si occupa del recupero. L’entità della riduzione sarà proporzionale al rapporto tra quantità di rifiuti riciclati e produzione annua stimata in base ai coefficienti medi di produzione indicati dalla normativa, senza alcuna soglia di sbarramento al 40%. Per ottenere lo sconto, però, le aziende dovranno presentare le certificazioni rilasciate dai soggetti che si sono occupati del recupero dei rifiuti entro il 20 gennaio.
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