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Pisa

La vita si fa più dura per i ladri di bici

La vita si fa più dura per i ladri di bici

Furti in calo per la maggiore sorveglianza, ma il traffico nei pressi della mensa universitaria continua

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PISA. Ci hanno provato in tutti modi a fermare i furti di bici e sembra che un minimo funzioni; ma forse è tutta un’illusione: italiani, polacchi e magrebini continuano a spartirsi il mercato a mensa universitaria centrale. Le forze dell’ordine passano in continuazione, identificano e se trovano arnesi da scasso portano in centrale; ma per legge devono subito dopo rilasciare a meno che non colgano in flagranza mentre sottraggono il mezzo o lo rivendono. Altro punto: sui monitor a circuito chiuso della stessa mensa in via Martiri passano a ripetizione video, spiegando che «acquistare bici rubate è un reato, si chiama ricettazione e rischi fino a otto anni di carcere. Inoltre ricorda che se alimenti il mercato, continueranno a rubarti la bici, perché qualcuno continuerà a comprarle». Ancora, in città le 2.412 cosiddette “rastrelliere”, sono al 70% parcheggi per bici con una sbarra bloccatelaio che complica le operazioni di furto. Tutti questi sforzi si traducono in due numeri: 504 i velocipedi rubati nel 2012, contro i 564 dell’anno precedente; tendenza in calo. Ma a voler leggere il dato in controluce si può anche pensare che la gente non denunci più. Perché, se è vero che gli universitari (un tempo i grandi “colpevoli” che ingrassavano la domanda) si sono calmati, al contrario gli studenti stranieri (sempre più numerosi) e ora anche i cittadini hanno capito il trucco. Ormai i giapponesi con dieci euro sanno che possono prendere uno “scasso arrugginito”. E tempo fa siamo stati testimoni di un episodio al limite del grottesco: una poliziotta in borghese ha rimbrottato una signora pisana, vestita leopardata, che le chiedeva «dov’è la mensa degli universitari? Mi hanno detto che è in zona piazza dei Cavalieri e si vendono le bici a poco». L’agente ha fatto presente: «Signora, ma potrebbero essere rubate». E la donna con piglio deciso: «Sì, lo so. Ma si risparmia!». A quel punto è intervenuto il collega in divisa che ha chiesto i documenti alla cittadina.

Tutto risolto con un sorriso, ma ognuno è rimasto della propria idea: i poliziotti hanno ricordato che si spenderà meno ogni volta, ma così si deve ricomprare più spesso la bici e alla fine il costo totale è maggiore. La signora allontanandosi borbottava: «Ma io mica me la faccio rubare…». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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