Sicurezza
La Fiab: molte piste non in regola
«Soltanto alcune rispettano i parametri dimensionali previsti dalla legge»
PISA. «Alle ciclabili non si fa caso, tranne quando servono». Le parole di Giacomo Lucente, presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab), sintetizzano come meglio non si potrebbe il problema della mobilità a due ruote e il rapporto conflittuale che i cittadini pisani hanno con quelle. Abbiamo chiesto a lui, più che esperto della questione, di chiarirci luci ed ombre della situazione in città. «Il problema principale – spiega Lucente – è che le soluzioni attuate non rispettano i parametri minimi di buona progettazione come: larghezza della sezione e impegno sicuro sugli incroci».
I parametri di legge in effetti sono abbastanza chiari, la larghezza delle piste deve essere di 2,5 metri per quelle a doppio senso e di 1,5 metri per quelle a senso unico, cosa che si verifica molto di rado sulle nostre strade.
«Capisco che in centro storico – continua Lucente - ci siano limiti oggettivi di urbanistica, ma in altre situazioni gli interventi sarebbero fattibili».
Qualcuna delle ciclabili è a norma: «Quella di via Matteucci segue tutti i crismi, è larga, separata dalla strada con un muro divisorio e prevede percorsi separati per pedoni e ciclisti. Certo poi finisce». L’interruzione, il maggiore dei problemi: «Non c’è continuità e questo fa perdere di valore anche agli sforzi meglio indirizzati. Non ha senso fare una bella ciclabile se poi finisce contro un muro, vedi il caso della Porta Garibaldi».
Finalità principale della Fiab, secondo quanto previsto dallo statuto, è la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico, in un quadro di riqualificazione dell'ambiente e su questo versante la città avrebbe molto da offrire: «La pista sul viale delle Piagge è bellissima così come quella sulla Lungomonte, si può andare in bici immersi nel verde e godere di paesaggi meravigliosi. Un’altra delle nostre grandi battaglie è quella della Ciclopista sull’Arno, un percorso che segue tutto il corso del fiume. In alcuni punti il progetto sta andando avanti, in altri molto meno».
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