Il Tirreno

Pisa

Un sogno realizzato «Inauguro la stagione della mia città»

di Luca Lunedì
Un sogno realizzato «Inauguro la stagione della mia città»

Paolo Cioni sarà Pinocchio nella versione di Ugo Chiti «Debutto al Verdi dove ho scoperto la passione per il teatro»

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PISA. Potrebbe essere una storia da libro Cuore e invece è solo Pinocchio, il Pinocchio di Ugo Chiti. Che il 9 novembre debutterà aprendo la stagione di prosa del teatro Verdi e che ha come protagonista Paolo Cioni. E qui sta la storia: Cioni, attore che sotto la torre è nato, ha studiato (poco, per sua ammissione), si è formato nella scuola del Verdi e che, dopo esser volato nella capitale, su quel palco torna per inaugurarne il cartellone.

Paolo raccontaci i tuoi inizi.

«Tutto bene fino ai 15 anni, poi incontro il teatro. Per curiosità provo la scuola Fare Teatro del Verdi e lì succedono due cose: crollano i voti a scuola e mi innamoro del palco. Faccio tutto il corso con Biagiotti, Mucci e Lazzari, che ringrazio infinitamente, e dopo aver provato il Cmt riesco ad entrare alla Silvio D’Amico a Roma. Un’esperienza totale, 24 ore al giorno respirando e vivendo teatro, drogandomi dell’emozione che il contatto diretto col pubblico ti sa dare».

Ma non ti fermi al teatro.

«L’altra grande svolta arriva quando conosco Roan Johnson. Mi prende per il film “I primi della lista” e con lui ho appena finito di girare “Fin qui tutto bene” sempre a Pisa. Nel mezzo ho fatto l’actor coach per la fiction di Malvaldi girata all’Elba».

Altro pisano, quindi il legame con la città non si è mai interrotto del tutto. Ma ora ci torni da protagonista in teatro e con Pinocchio.

«Sì, Pisa rimane la mia città anche se viaggio molto. Ho conosciuto Ugo Chiti durante i laboratori di San Miniato e l’ho cercato dopo essere uscito dall’accademia. Quando mi ha chiamato per fare Pinocchio non mi è sembrato vero, è un maestro. Lo spettacolo è un Pinocchio diverso, senza i fronzoli della fiaba. Chiti ha riportato alla luce l’essenza del libro come romanzo di formazione, il passaggio di Pinocchio dall’infanzia all’età adulta attraverso gli accidenti della vita. Poi lui è particolare, ti vuole sempre a mille, ha in mente ogni sfumatura di ogni personaggio. Sono stati 40 giorni di lavoro intensissimo con un gruppo favoloso: la compagnia dell’Arca Azzurra è una famiglia di pazzi che ti coinvolgono e ti proteggono».

Hai pensato a come sarà tornare sul palco che ti ha visto muovere i primi passi?

«Devo ancora realizzare pienamente ma penso che sarò emozionato. In un certo senso mi sembrerà strano e familiare. E Pisa è il posto ideale per debuttare».

Perché?

«Per il movimento culturale che c’è. Per il teatro si vedono molte realtà che vogliono esprimersi, associazioni e compagnie che producono. C’è un clima culturale effervescente che in altre città non ho trovato. Se ho potuto realizzare il mio sogno di diventare attore è anche grazie all’ambiente nel quale sono cresciuto. E poi il pubblico: a Pisa il pubblico si fa trasportare, si fa raccontare una storia e soprattutto è sincero».

Dove andrete dopo Pisa?

«Fino a novembre rimaniamo in Toscana: San Casciano, Firenze e Chiusi, poi faremo tappa in Sardegna ».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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