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Poste, addio smistamento

Poste, addio smistamento

Al centro meccanizzato un call center e uffici di Equitalia

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PISA. Il Centro di meccanizzazione postale di Ospedaletto chiude e fa spazio a un call center.

Dopo solo tre anni di attività, il Cmp pisano, costato diversi milioni di euro e ritenuto uno dei centri di smistamento postale più moderni d'Italia, a partire dal 23 settembre sarà riconvertito in un centro postale e ospiterà un call center aziendale e, probabilmente, anche uffici di Equitalia.

La dismissione del Cmp di Ospedaletto rientra nell'ambito della riorganizzazione aziendale che Poste sta portando avanti dal 2012, quando l'azienda annunciò la chiusura del Centro pisano e un esubero pari a 130 lavoratori.

Dopo una lunga trattativa, sindacati e azienda hanno raggiunto un accordo che permette la ricollocazione di tutti i lavoratori impiegati ad Ospedaletto. Non si esclude, però, il trasferimento di parte dei dipendenti al Cmp di Firenze.

Gli esuberi, inizialmente stimati in 120 unità, sono scesi, anche attraverso alcuni pensionamenti, a 110. Secondo l'accordo, circa 50 lavoratori verranno impiegati nel nuovo call center di Poste a partire dall'1 novembre; 9 lavoratori verranno trasferiti negli uffici postali (sportelli) e altri 15 saranno impiegati in un nuovo servizio per Equitalia che partirà il prossimo 20 settembre.

Sono previsti, infine, circa 15 nuovi esodi incentivati. «L'azienda – fa sapere la Slc-Cgil di Pisa – ha inoltre comunicato una carenza di circa 30 unità tra i portalettere nella provincia di Pisa».

Altri lavoratori, quindi, potrebbero essere ricollocati sul territorio pisano con la mansione di portalettere. «Sicuramente la situazione è molto diversa da quella di marzo 2012 – commenta Mario Frongia della Slc-Cgil di Pisa –, quando l'azienda intendeva chiudere il Cmp e il personale in eccedenza trasferirlo in blocco a Firenze. La grande mobilitazione dei lavoratori, l'impegno delle istituzioni locali, sindaco e parlamentari in testa, e la manifestazione a Roma organizzata dalla Slc-Cgil, hanno costretto Poste a trattare seriamente le ricadute sul personale».

Nonostante l'accordo raggiunto, il sindacato si dice soddisfatto “a metà”. «Non esiste, infatti, la certezza che gli esuberi del Cmp possano essere assorbiti dalle carenze del recapito, in quanto molti lavoratori, per vari motivi di salute, sono inidonei alla mansione di portalettere e quindi c'è il rischio di trasferimenti a Firenze», continua Frongia, che sottolinea «lo spreco di risorse» e le ripercussioni negative che la dismissione del Cmp di Pisa potrebbe provocare al servizio postale.

«Viene smantellato un centro di eccellenza nuovissimo e che ha richiesto investimenti di parecchi milioni di euro – prosegue Frongia -. Le nuove attività (call center e Equitalia) sono innovative rispetto alle attività tradizionali di Poste, ma continuiamo a non vedere investimenti sulla rete dei servizi postali. Si trascurano, inoltre, settori in fortissimo sviluppo come quello del commercio elettronico. Infine, non siamo convinti che un solo centro regionale (Firenze, ndr) possa assicurare la stessa qualità del servizio rispetto a quando i centri erano due». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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