Il dolore
Parmalat chiede 2 miliardi a Barachini
Causa civile contro il commercialista condannato a 4 anni per il crac della società di cui era consigliere indipendente
PISA. Parmalat non dimentica i manager che, per i Tribunali, l’hanno condotta al più imponente crac della storia italiana. E batte cassa chiedendo il pagamento della provvisionale disposta sia in primo che secondo grado nelle sentenze penali.
Provvisionale stratosferica. È una cifra astronomica: 2 miliardi di euro. Il processo è quello del fallimento della multinazionale del latte e le persone finite nel mirino dell’azione civile a cui la magistratura chiede di far fronte al pagamento sono i tredici condannati con sentenza confermata anche in Appello. Tra i destinatari della maxi-richiesta c’è anche il commercialista Enrico Barachini, 78 anni, coinvolto nel default da 14 miliardi di euro per il ruolo avuto come consigliere indipendente di Parmalat Finanziaria.
La condanna penale. Prima in Tribunale a Parma e poi davanti alla Corte d’Appello a Bologna, Barachini è stato condannato a 4 anni per la bancarotta della società di Collecchio. Sul fronte penale pende il ricorso in Cassazione contro la sentenza a 4 anni confermata nell’aprile 2012. Mentre la partita su come incassare gli importi stratosferici fissati dalla magistratura con la provvisionale viene giocata, almeno per Barachini, di fronte al giudice del Tribunale civile, Franco Piragine.
La causa civile a Pisa. Parmalat Finanzaria in amministrazione straordinaria, assistita dal professor Francesco Astone, per rendere esecutiva la sentenza penale nei suoi risvolti civili ha avviato a Pisa una causa contro il commercialista pisano. Anche per gli altri dodici condannati, Calisto Tanzi in testa, sono iniziate le cause per riscuotere - vista la cifra si tratta di un esercizio teorico - la provvisionale miliardaria dichiarata dai giudici immediatamente esecutiva.
Assolto e condannato. Barachini in un procedimento collegato al caso Parmalat fu assolto dal Tribunale di Milano dalle accuse di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza Consob e falso nelle relazioni e comunicazioni dei revisori Deloitte & Touche e Gran Thorton. In Emilia, invece, in primo e secondo grado, le corti hanno ritenuto fondate le contestazioni mosse dalla Procura.
Chi è. Manager navigato nel mondo bancario, commercialista da quasi mezzo secolo, Barachini ha ricoperto prestigiosi incarichi all’interno della Cassa di Risparmio di Pisa, diventando anche presidente della holding Casse del Tirreno che raggruppava le casse di risparmio di Pisa, Lucca e Livorno. Quando la holding venne acquistata dal Banco Popolari di Lodi, il professionista diventò nel giro di un paio d’anni presidente di Bpl società gestione credito.
Nel suo curriculum ci sono incarichi di amministratore di importanti aziende anche quotate in Borsa ed è specializzato in consulenze strategiche per imprese e società finanziarie. L’ultimo e attuale incarico di rilievo è la presidenza della Cdc ripartita dopo il concordato.
Nel cda dell’azienda informatica ha svolto per diversi anni il ruolo di consigliere indipendente. Lo stesso incarico svolto in Parmalat che gli è costato prima la condanna penale e ora anche una causa civile per un risarcimento da incubo.
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