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Il ritorno al “suo” Dini «Qui ho le mie radici»
Carrozza incontra studenti e professori inaugurando l’anno
PISA. Quando Maria Chiara Carrozza viene in città nel ruolo di ministro, lascia sempre il segno. Le sue parole restano scolpite nella mente di chi ascolta. Un cliché che si è ripetuto anche ieri quando il ministro dell’istruzione ha inaugurato l’anno scolastico del liceo Dini dove lei stessa si era diplomata.
Prima del Dini, il ministro era passata a portare i suoi saluti al classico Galilei e all’istituto di ragioneria Pacinotti. Quando è giunta al “suo” liceo, sui gradini del portone l’aspettavano i quattro studenti rappresentanti d’istituto: Virginia Volpi, Andrea Cioni, Giammarco Mafreda e Youssef Stella. Le hanno donato due mazzi di fiori e una maglietta della scuola. Prima ancora, il ministro aveva salutato il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, oltre al prefetto Francesco Tagliente e altre personalità fra cui Luigi Sebastiani, il nuovo provveditore che proprio ieri si è insediato a Pisa , e Andrea Sebastiani, preside del Dini.
Dopo i saluti, un caloroso applauso di centinaia di studenti ha accolto il ministro Maria Chiara Carrozza al suo ingresso nel grande piazzale interno del liceo scientifico Dini. Il coro della scuola ha intonato l'inno di Mameli e il ministro ha cantato insieme a tutti. «Vi ringrazio per avermi invitato - ha detto il ministro Carrozza alla folta platea dove c'erano anche diverse sue insegnanti - le radici non si dimenticano mai, così come le aule, i prof che vedo, i miei compagni di classe. Non ero una studentessa modello, non ho studiato abbastanza e questo è un mio rimpianto» e - rivolta ai ragazzi che facevano da cornice, ha detto ancora: «Studiate perché ve lo ritroverete. Chi frequenta un liceo come questo deve cercare di migliorare ogni giorno ed è importante lo studio delle materie umanistiche. Con il decreto del consiglio dei ministri sulla scuola ho voluto dare un segnale ben preciso perché al primo posto c'è lo studente e il diritto allo studio: la scuola è degli studenti, è a loro che va oggi il mio pensiero. Quello che sono oggi lo devo al liceo Dini e all'università di Pisa. Ho iniziato a girare il mondo a 14 anni proprio qui al Dini grazie a un gemellaggio con Angers, in Francia. Io sono quello ho seminato al liceo ed è questo il momento più bello della vostra vita».
Nella platea, c’erano anche due professoresse di quando Carrozza frequentava la sezione C, corso di francese. Ieri c’era Rolande Maillet, la sua prof. «Che studentessa era? Bravissima e faceva parte di una classe di cui ancora ci si ricorda». Alla prof chiediamo anche come giudica le parole della sua ex allieva quando ha spronato gli studenti a ribellarsi. «Ha voluto dire ai giovani - è la risposta - di prendere coscienza di loro stessi per avere successo nella vita. Non bisogna essere dei bamboccioni».
Tra i prof della Carrozza anche Anna Conti, insegnante di fisica e matematica. E proprio il ministro, uscita dal liceo, si è iscritta alla facoltà di Fisica. Pertanto, un’insegnante molto importante nella formazione del futuro ministro. «Durante gli anni del liceo - dice Anna Conti - si era appassionata molto alla fisica. Io ho cercato soltanto di fare del mio meglio». E come la ricorda? «Molto brava. Aveva due caratteristiche principali: una grande attenzione e la capacità di cogliere al volo i concetti». E il suo discorso come lo giudica? «Forte e molto bello. Lo vedo come un invito agli studenti a responsabilizzarsi. Condivido quest’invito ai giovani affinché prendano per mano il loro destino. Questa è la strada per crescere».
Infine, il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e l'assessore all'istruzione Miriam Celoni nel consueto saluto alle ragazze e ai ragazzi delle scuole superiori della provincia hanno scritto: «Le scuole ripartono, ma le istituzioni e il Paese devono ripartire dalla scuola, mettendo l'istruzione al centro delle sfide del presente».
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