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Pisa

All’ospedale è come essere ancora in classe

All’ospedale è come essere ancora in classe

Col tablet messo a punto da Telecom e Cnr il bambino può interagire con compagni e insegnanti

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PISA. Valentina (nome di fantasia) ha sei anni. Ha appena subito un trapianto di midollo osseo. Deve stare per 35 giorni isolata dal mondo in una stanza sterile con le finestre che non possono essere aperte e con un genitore alla volta che si alterna. Lontana dagli amici e dai compagni di classe. Ciò che è stato presentato ieri a Pisa alla presenza del Ministro per l’Università e la ricerca Maria Chiara Carrozza sono le finestre che si aprono. Smart Inclusion 2.0 è il tablet, semplice e complesso, che fa tornare l’immagine e la voce di Valentina nella sua classe. Così semplice da usare per i piccoli ricoverati ad oncologia pediatrica del Santa Chiara, così complesso dal punto di vista tecnologico. Ci sono voluti gli informatici del Cnr e di Telecom per metterlo a punto e renderlo veramente smart, cioè funzionante senza un server e senza infrastrutture di rete. «Nella precedente versione – dice Vincenzo Raffaelli del consorzio Smart service cooperation lab – era necessario avere terminali speciali accanto al letto e l’ospedale doveva dotarsi di un sistema informatico dedicato». Oggi invece, l’applicazione informatica che viaggia sul tablet dato in dotazione al bambino ospedalizzato naviga con tutti i sistemi operativi che vanno ad esempio sugli smartphone come Ios, Android, Windows. Tutto questo è stato possibile grazie al contributo di Telecom e della sua “nuvola” che permette la condivisione di dati, foto e video su più strumenti informatici. Così la lavagna intelligente adottata in tante scuole pisane, diventa “geniale” quando si collega via wi-fi con il tablet di Smart Inclusion. Tutto ciò consente al bambino ospedalizzato non solo di poter seguire la didattica (addirittura c’è uno strumento del software installato che simula l’alzata di mano) ma anche di relazionarsi coi compagni di scuola. Nel reparto di oncologia pediatrica è stata approntata un'aula attrezzata di lavagna interattiva con 10 banchi e 10 tablet. Altrettanti saranno a disposizione nelle camere per i piccoli che non possono lasciare il letto o la stanza. Grazie al collegamento previsto, i bambini che restano in camera possono interagire sia con l'aula che con la scuola. «Proprio qui a Pisa c’è stato questo test nazionale – spiega il sindaco Filippeschi – e quindi ci confermiamo come città esemplare, che fa da apripista per modelli poi nazionali». Il Cnr ha seguito l’evoluzione di Smart Inclusion sin dall’inizio, da quando nel 2008 il progetto fu finanziato con 300 mila euro (un terzo a carico del Cnr, un terzo Telecom, il rimanente da fondazioni bancarie). «Tutti noi abbiamo lavorato per superare eventuali ostacoli derivanti dalla presenza di tanti enti che dovevano, perché volevano, lavorare fianco a fianco», dice Domenico Laforenza presidente dell’Area del Cnr pisano. Al progetto infatti hanno contribuito anche Regione, Azienda ospedaliera pisana, Università e Agbalt. «Qui ci sono concentrate tutte le forze buone che hanno collaborato con grandi risultati tecnologici a sostegno dei più piccoli e sfortunati e proprio qui, poco tempo fa, si sono laureati tre medici che sono stati da bambini, pazienti», spiega Claudio Favre direttore del dipartimento materno infantile dell’Aoup. «Questo progetto è importante - ha concluso Stella Targetti, vicepresidente della Regione - per il risvolto socio sanitario ma è da utilizzarsi anche nei casi di scuole “remote” che possono così garantire la stessa didattica dei centri urbani».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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