Il Tirreno

Pisa

Tassa di soggiorno, più soldi in arrivo

di Francesco Loi
Tassa di soggiorno, più soldi in arrivo

Le tariffe non saranno aumentate. Il vicesindaco: «Disponibili ad aumentare la quota da destinare a servizi del settore»

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PISA. Più soldi derivanti dalla tassa di soggiorno saranno impiegati direttamente in servizi turistici per la città. Nella giunta comunale di questo si è già cominciato a discutere in vista del bilancio 2014. Non è invece all’ordine del giorno l’eventuale aumento della tassa. Lo precisa il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha la delega al turismo. Appena è circolata tale ipotesi Confesercenti e Confcommercio hanno alzato la voce, al fianco degli albergatori, per opporsi. In realtà il ragionamento fatto da Ghezzi è più ampio e riguarda, in generale, strategie e modalità di impiego delle risorse nel settore.

La tassa resta. «La tassa di soggiorno continuerà ad esistere, ma non sarà aumentata - dice Ghezzi -. Su questa imposta bisogna essere chiari e non ricercare strumentalizzazioni: viene applicata in larga parte del mondo e, viste le dinamiche di oggi e quelle future, non può essere considerata penalizzante per chi sceglie un territorio per il proprio soggiorno. Al contrario deve essere ritenuto un contributo logico ai servizi resi al turista, altrimenti ogni costo si riverserebbe sui residenti: e questo sì che sarebbe penalizzante per i 90mila pisani nei confronti di chi sta in città solo qualche ora o un paio di giorni, e sono milioni di persone, per vedere la Torre».

Ma sarebbe da rivedere. Se non sono in discussione le tariffe comunali (quelle di Pisa sono tra le più basse), secondo Ghezzi una riflessione sulla tassa andrebbe fatta su scala superiore, a livello regionale. «Sono più di 80 i Comuni in Toscana che hanno introdotto questa tassa - dice il vicesindaco - con tariffe diseguali che portano ad un’attuazione a macchia di leopardo. Ferma restando l’autonomia dei Comuni, da parte della Regione potrebbe avviarsi un ragionamento per arrivare a indirizzi condivisi, ad una omogeneità che eviti confusione e personalizzazioni eccessive». Questo potrebbe significare nelle diverse realtà della Toscana una revisione al ribasso o al rialzo limitando l’uso dell’imposta come fattore di concorrenza; o almeno un’applicazione più omogenea per fasce di età e numero di pernottanti su cui applicare la tariffa.

Più soldi. Dalle associazioni arrivano richieste di incremento della quota della tassa utilizzata direttamente per servizi turistici. Attualmente questa quota (su una stima di 1,5 milioni di introito) è di circa 200mila euro, risorse che vengono assegnate per sostenere iniziative nel periodo estivo e di bassa stagione attraverso appositi bandi. Ghezzi annuncia che «esiste la disponibilità di massima della giunta ad aumentare la cifra per il 2014 se lo strumento è ritenuto valido e se esiste un’adeguata capacità progettuale anche da parte delle categorie che, al pari di altri e senza distinzioni, accedono ai fondi. A tal proposito le richieste sono già state avanzate anche all’assessore al bilancio e saranno oggetto di analisi nelle prossime giunte». Il vicesindaco invita anche a considerare che al comparto turistico, che va considerato nel suo complesso di servizi, il Comune dedica «milioni di euro che arrivano da capitoli diversi». Dai progetti Piuss alla pulizia, alla gestione del verde pubblico («abbiamo assegnato da poco il servizio a un global service aumentando le risorse») agli investimenti su cultura e ambiente. Una cifra ben superiore al gettito totale della discussa tassa di cui però Ghezzi ritiene si debba definire con precisione la destinazione «rivolgendosi verso servizi prioritari e condivisi».

Nodo competenze. Per Ghezzi, infatti, la riflessione da fare è un’altra: chiedersi dove sarebbe meglio impiegare la quota della tassa di soggiorno; e se il bando, come avvenuto finora, sia lo strumento migliore. «Ne parleremo insieme a tutti gli attori», puntualizza. Con una premessa doverosa: la scelta di dove mirare gli interventi potrebbe ricadere su aspetti che sono oggi fuori dalle competenze comunali, ad esempio il potenziamento dei punti informativi o la produzione di materiale informativo, essendo il turismo materia prevalente delle Province che però vanno verso il ridimensionamento. «E’ per questo che il Comune di Pisa ribadisce alla Regione di essere disponibile a sperimentare una diversa attribuzione delle competenze, facendosi carico di quelle ora specifiche di altri enti».

Piano industriale. Continua intanto il lavoro per dotarsi di uno strumento assolutamente nuovo: un piano industriale del turismo. Entro metà ottobre dovrebbe essere lanciato uno specifico bando. Il Tavolo al quale partecipano tutti i soggetti locali del settore deciderà il capitolato. L’obiettivo, spiega Ghezzi, «è individuare i punti principali sui quali indirizzare energie e risorse, con dinamiche più specifiche per il nostro territorio di quanto avvenuto finora e un’attenzione particolare ai servizi web, che sono quelli decisivi per intercettare e attrarre in prospettiva il turista che più si trattiene sul territorio, quello che ci porta ricchezza. E’ questa la vera sfida da vincere, con il contributo costruttivo di tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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