Attenzione
«Sono senza soldi...»: torna l’email-truffa
Molti pisani bersagli della frode informatica: gli hacker si spacciano per un amico bloccato all’estero
PISA. La truffa del falso “amico nei guai”, che riappare periodicamente facendo molte vittime, sta riempiendo in questi giorni le caselle di posta elettronica di numerosi pisani, e parecchi
La mail è allarmante. Apparentemente un amico ci scrive che si trova a Londra o in un'altra città estera e gli hanno rubato la valigia dove aveva documenti, denaro e cellulare: "Mi puoi aiutare? Appena rientro in Italia ti ridarò i soldi". Quindi chiede l'invio urgente di soldi per pagare l'albergo e il biglietto di ritorno, tramite un'agenzia di trasferimento di contante internazionale. L'email in genere viene mandata a tutti i contatti dell'"amico nei guai", che di questa storia non sa niente perché gli indirizzi gli sono stati carpiti dall'account di posta elettronica. Non solo: i banditi, non appena hanno scritto a tutti i destinatari la falsa mail, cancellano la rubrica, così il titolare dell'account non può contattare gli amici per spiegare che non è vero niente. O addirittura cambiano la password, così loro possono continuare a spacciarsi per il titolare ma lui non può né scrivere né ricevere messaggi. . In altri casi, i truffatori non fanno altro che prendere l'indirizzo email da un social network come Linkedin o Facebook e poi inviarle la falsa missiva ai suoi contatti. Ma in questo caso è più facile scoprire la bufala. La truffa può durare solo poche ore o pochi giorni, ma se la mail ha un numero sufficiente di destinatari, qualcuno di solito ci casca. Oltre che per email, il messaggio truffaldino può arrivare anche con un sms: la sostanza non cambia, in genere c'è l'aggiunta "non chiamarmi a questo numero perché il telefonino non è abilitato alla ricezione delle chiamate dall'estero".
Ecco un estratto dell’ultima mail. «Ciao! Spero ciò ti arrivi in tempo utile. Sono stato a Birmingham (Uk) e durante il mio soggiorno i miei documenti sono stati rubati insieme al mio passaporto internazionale e la mia carta di credito che si trovava nella mia borsa. L'ambasciata è disposta ad aiutarmi permettendomi di prendere il volo per il ritorno senza il passaporto perciò me ne hanno consegnato uno di breve durata; soltanto che devo pagarmi il biglietto e le spese inerenti il soggiorno in hotel». Segue ovviamente la richiesta dei soldi con la promessa di pronta restituzione.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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