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Pisa

Manca la prova schiacciante contro Logli

Manca la prova schiacciante contro Logli

L’unico passo falso è la simulazione dell’avvistamento notturno in via Gigli. Ma il corpo non si trova

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PISA. Nel risiko di mosse e contromosse dell’inchiesta sulla sparizione di Roberta gli indizi non mancano, le suggestioni abbondando e le prove scarseggiano.

Prove e indizi. L'unico elemento solido, ma che non pare abbastanza forte da spendere in un processo in Corte d'Assise, è la simulazione dell'avvistamento che Logli avrebbe messo in scena con un amico. Loris Gozi, 36 anni, giostraio, è il supertestimone che la notte tra il 13 e il 14 gennaio sostiene di aver visto il marito di Roberta in via Gigli una prima volta in auto con una donna a mezzanotte e mezzo e poi alle una, stavolta da solo, una strada perpendicolare a via Dini e distante alcune centinaia di metri dall'abitazione dei Logli. Dice anche di aver sentito urlare una donna che poi è stata spinta in auto battendo la testa. Antonio ha sempre dichiarato che a quell'ora era a letto e che solo alle 6,45 del 14 gennaio si accorse che la moglie non era in casa dopo averla lasciata in cucina la sera prima intenta a stilare gli appunti per la spesa. Le dichiarazioni di Gozi sono state acquisite attraverso l'incidente probatorio con cui è stata anticipata la fase processuale per cristallizzare una prova prima dell'eventuale dibattimento. Logli per la Procura ha commesso un passo falso perché avrebbe ricreato quella situazione degli avvistamenti notturni nella stessa strada e, soprattutto, nel medesimo punto indicato da Gozi. Solo che quel punto non era scritto negli atti notificati.

Il movente. Il marito di Roberta disse subito ai carabinieri che tradiva la moglie con Sara Calzolaio. È agli atti la testimonianza di una prostituta versiliese a cui l'uomo riferì di essere in crisi coniugale, ma di non voler divorziare per non incorrere in dispute economiche con la consorte che sospettava i tradimenti e si era informata per una separazione legale.

La difesa. Manca il corpo. Non si sa come sarebbe stata uccisa la donna. Le analisi dei Ris sulle auto di Valdemaro Logli, di Sara Calzolaio (entrambi indagati per favoreggiamento nell’occultamento di cadavere) e sul Fiorino della Geste in uso ad Antonio non hanno portato alcun riscontro. Logli non può essere punito per la sua infedeltà, peraltro mai negata, e per una freddezza glaciale condita da un carattere scostante. Per i colpevolisti non si comporta da vedovo che sa di essere innocente e, dunque, nel comune sentire si traduce in una sentenza di condanna. In Tribunale si ragiona con altri criteri. Lo sa bene il difensore di Logli, l'avvocato Roberto Cavani. E lo sanno anche in Procura. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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