La protesta
Lavorò anche a Genova e in Spagna, la critica lo ha riscoperto
Barnaba apparteneva a una famiglia di origine milanese il cui cognome Agocchiari derivava dal lavoro di maestro ferraio del bisnonno. Figlio di Ottonello e Francesca Cartari, nasce a Modena tra il...
Barnaba apparteneva a una famiglia di origine milanese il cui cognome Agocchiari derivava dal lavoro di maestro ferraio del bisnonno. Figlio di Ottonello e Francesca Cartari, nasce a Modena tra il 1325 e il 1330. Il 13 ottobre 1361 è a Genova, dove assume per tre mesi come aiutante il pittore Angelo da Firenze. Il 18 luglio 1362 prende con sé il senese Barna di Bruno con un contratto in cui è detto "civis et habitator Ianue" (cittadino e abitante a Genova), città in cui doveva trovarsi perlomeno da dieci anni. Ha commissioni importanti nella cappella ducale. Dal 1367 in poi firma tavole d'altare e polittici, con Madonne, Bambini e santi, con un linguaggio misto di motivi modenesi, bizantineggianti e avignonesi. Nel 1379 è chiamato a Pisa per concludere in Camposanto le Storie di San Ranieri, cui invece non mette mano. A riscoprire il pittore, poco considerato dalle fonti antiche, sono stati studiosi di fine Settecento e di primo Ottocento, che hanno recuperato diversi documenti e individuato una quarantina di opere, firmate, datate o attribuitegli, in gran parte smembrate e sparse in vari musei internazionali, alcune perdute. Tra i dipinti di spicco il polittico del Museo della Cattedrale di Murcia, firmato.
Barnaba era abile nella pittura ad affresco, anche se rimane una sola testimonianza con questa tecnica, in Sant'Agostino a Genova. La sua attività continua sino alla metà degli anni ’80 del Trecento. Ignota la data di morte.
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