Sicurezza
«Bancarelle smontate a rischio rottura»
Gli ambulanti preoccupati per l’imminente trasloco si appellano al sindaco: troviamo delle soluzioni concordate
PISA. Si sta per aprire la settimana decisiva per la questione legata al trasferimento delle bancarelle di piazza dei Miracoli.
Venerdì prossimo, infatti, sarà il primo giorno utile per gli ambulanti per effettuare il trasloco volontario (la scadenza delle operazioni sarà il 20 settembre); in caso di mancato rispetto di questo termini scatterà la rimozione forzata. Giorni dunque frenetici per evitare lo scontro muro contro muro. Confesercenti e Confcommercio sperano sempre di giungere ad una soluzione condivisa con Palazzo Gambacorti, seppur in extremis; soluzione che nelle intenzioni delle due associazioni vuol dire impegno del sindaco a far tornare i banchi in piazza al termine dei lavori al Museo delle Sinopie.
«Questo rispettando il pronunciamento del Consiglio di Stato», è il punto fermo degli ambulanti. E proprio alla ricerca di questa soluzione, che i presidenti di Confesercenti Toscana Nord Roberto Balestri e di Confcommercio Luca Ciappi hanno scritto di nuovo al sindaco Filippeschi.
«Ancora una volta ci troviamo nostro malgrado a prendere atto della insistente ed immotivata chiusura da parte della amministrazione comunale ad una ricerca di soluzione condivisa – scrivono i due presidenti –. Con questa lettera rispondiamo all’avviso a firma della polizia municipale, per evidenziare l’ennesima dimostrazione che tutti gli appelli e le richieste di incontro promosse dalle nostre associazioni, sono caduti nel vuoto. La imminente scadenza del termine per lo spostamento, la mancanza di qualsiasi informazione più e più volte legittimamente richieste inerente la durata e la tipologia del cantiere, nonché la ventilata esecuzione coatta del provvedimento di trasferimento – insistono Balestri e Ciappi – palesano che non siano gli operatori del Duomo ad aver chiuso la porta al dialogo».
Poi la questione concreta dei tempi dello spostamento imposti. Ancora i due presidenti. «Nel merito di tale ultima, irrituale, intimazione, si vuole ancora rimarcare come i banchi non possano essere “semplicemente” spostati. La loro vetustà (che tra l’altro ne dimostra l’appartenenza ai luoghi) non ne permetterà la altrettanto semplice ricollocazione in via Pietrasantina. Ragione per la quale era stato chiesto un tavolo anche per la individuazione delle più appropriate soluzioni tecniche. Una richiesta che oggi rinnoviamo nella instancabile convinzione che l’atteggiamento di scontro tenuto sin qui dai nostri contraddittori, non paghi e serva soltanto ad acuire il sacrificio che si chiede di sopportare ai nostri associati». La conclusione: «Per tali ragioni appaiono difficilmente attuabili i termini e i modi intimati a gli operatori ambulanti, a tutela dei quali si fa ferma richiesta di individuare delle soluzioni concordate che garantiscano la continuità dell’esercizio aziendale. Attendiamo quindi la convocazione di un tavolo per la individuazione di soluzioni definitive».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
