Toscana
Tassa di soggiorno, aumento in vista
Il vicesindaco: «È un’ipotesi su cui ragionare anche per poter destinare una quota maggiore ai servizi per l’accoglienza»
PISA. «Non basta un solo giorno per stare a Pisa». Lo slogan è pronto, il vicesindaco Paolo Ghezzi ne fa l’introduzione di ogni pensiero sul macro-tema Pisa e il turismo. Da una manciata di mesi, Ghezzi ha le deleghe su turismo e litorale. Le settimane trascorse sono servite come osservatorio privilegiato, oltre ad istituire il Tavolo permanente per il litorale. La stagione si avvia verso la fine, ma si apre già il cantiere per la prossima.
Ghezzi, partiamo dal problema delle competenze nel settore, con le Province ormai spuntate e senza soldi…
«Incontrerò l’assessore regionale Scaletti. Comuni come il nostro hanno necessità di lavorare sul settore e dobbiamo trovare le risorse. La Regione ci indichi la strada: Pisa è disposta a prendere la delega al turismo, in maniera sperimentale, in attesa che venga chiarito il passaggio di competenze tra enti. Vogliamo sapere come poter potenziare punti informativi e bagni pubblici, come migliorare i servizi, come intervenire sul resto».
Ma intanto come si trovano le risorse?
«Partiamo dalla tassa di soggiorno. Rispetto a quanto entra credo sia opportuno indirizzare maggiori risorse sui servizi resi al turista, più dei 200mila euro attuali. E si potrebbe rivederne anche l’entità, noi abbiamo una tassa tra le più basse. Non sarebbe scandaloso: si potrebbe aprire un ragionamento».
Qualche numero: è previsto un introito intorno a 1,8 milioni di euro…
«Probabile che l’incasso reale sia più basso. Faremo controlli. Ogni struttura deve chiedere la tassa all’ospite. Se qualcuno non paga, ce lo segnali. Il ragionamento però è di fondo».
Si spieghi…
«La gestione del patrimonio culturale oggi deve essere anche economicamente sostenibile. E nessuno si scandalizzi dell’accostamento. Sono stato agli Universal Studios in California, ho pagato 70 euro. A Pisa c’è chi sostiene che non si dovrebbe pagare 18 euro per salire sulla Torre. Non credo che un cinese eviti la Torre per colpa di questa spesa».
Conferma quindi che si pagherà un biglietto anche per il camminamento in quota sulle mura?
«Sì, e sarà un biglietto turistico. Anche perché l’idea è di caratterizzare il camminamento come percorso pedonale preferenziale. Esempio: salgo al Duomo e scendo in San Francesco per visitare il quartiere e le sue chiese. Anche l’acquisto del Bastione del Parlascio rientra in questa ottica e vi saranno legati servizi. Non sarà il solo».
Si riferisce al Giardino Scotto?
«Il 21 settembre inaugureremo i sotterranei restaurati del Bastione Sangallo. Gli spazi dello Scotto e il loro utilizzo saranno ripensati. Faremo un bando per la gestione».
Accennava ai punti informativi: la Provincia riesce ancora a garantirli?
«Per qualche mese credo di sì, ma ne servirebbero altri: uno nella zona tra le piazze XX Settembre e Garibaldi; e un altro vicino a Piazza dei Miracoli. E tra poco saranno attivati tutti i totem informativi».
Il problema numero uno: i turisti stanno troppo poco a Pisa...
«I turisti che arrivano con i grandi pullman, che visitano in un paio di ore la piazza e se ne vanno, sono così e sempre saranno così: fanno parte di tour organizzati. Ce li teniamo volentieri, ma sono gli altri turisti quelli ai quali dobbiamo pensare: quelli del “fai da te”, che si organizzano con Internet. Quello è il segmento, ogni anno più ampio, del turista che dobbiamo cercare di trattenere il più a lungo possibile. E c’è un solo modo: puntando e offrendo la qualità».
Pisa ha qualità?
«Ha la qualità di una Torre che ti fa conoscere e riconoscere in tutto il mondo. Ha strutture (aeroporto, porto, grandi strade) e una posizione geografica che ti fa essere la porta della Toscana. Ha un porto di Boccadarno per il quale in tanti dicono non sembra nemmeno di essere qui. Con i soldi europei si potrà rifare Tirrenia: quella è qualità».
Qualità è anche poter tenere aperti i musei e far visitare le chiese, ma servono soldi e personale…
«Al proposito ho un’idea: coinvolgere gruppi di volontari per la gestione di servizi turistici in città e sul litorale. Negli Usa lo fanno. Partirei dalle realtà associative già presenti in città, dopo un’apposita formazione. E un’associazione “Amici del Litorale”, basata sulle forze già esistenti, potrebbe occuparsi di quella parte di territorio».
Cosa manca ancora?
«La concretizzazione del Museo delle navi antiche. Spero che questo governo ci aiuti, investa nel turismo che dà lavoro. Il Museo non è solo di Pisa, ma una ricchezza per il Paese. Guardate quante persone vanno in Norvegia, e pagano, per vedere una nave vichinga. L’auspicio è che il governo capisca che la Pompei del mare è un’occasione per tutta l’Italia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
