Attenzione
Ma le matricole ci credono ancora
Tra i neo iscritti anche i figli del sindaco Filippeschi e del vice sindaco Ghezzi
PISA. Padri e figli viaggiano in sintonia. I padri guidano il Comune, i figli si apprestano ad iniziare l’avventura al liceo Classico. Tra le matricole del Galilei ci sono infatti anche Chiara Filippeschi, figlia del sindaco e Matteo Ghezzi, figlio del vice sindaco. Per Matteo Ghezzi è stata una scelta senza indugi: «Il liceo classico credo possa assicurarmi una buona apertura mentale, a 360 gradi». In famiglia tutti d'accordo, anche papà Paolo che si è diplomato al Galilei un po' di anni fa. Gli insegnanti delle Mazzini, dove Matteo ha frequentato le scuole medie, gli avevano lasciato carta bianca, ma la spiccata attitudine per lo studio della lingua italiana ha facilitato la scelta. «Non sono spaventato dal latino e dal greco - spiega Matteo - Ho tuttavia optato per la sezione con il potenziamento di matematica, non si sa mai, se un giorno volessi iscrivermi a ingegneria...».
«Da questa scuola - dice Chiara Filippeschi, figlia del primo cittadino - mi aspetto la possibilità di approfondire le materie umanistiche da cui sono sempre stata attratta». E proiettandosi nel futuro: «Spero che i professori mi diano gli strumenti giusti per poter accedere alla facoltà che sceglierò, probabilmente medicina, sebbene sia un po' prematuro pensarci». Nessuna tradizione di famiglia per Chiara, ma sicuramente una scelta condivisa.
«L'approccio con i professori è stato convincente - dice entusiasta Enrico Bruni - emozionante la presentazione dei programmi, durante l'open day di marzo». Piccolo grande appassionato di storia dell'arte, Enrico ci ha pensato un po' prima di decidere: «Mi piacciono molto le materie umanistiche, come alternativa sarei andato anche al liceo artistico. I professori delle medie mi hanno aiutato a scegliere, immagino che dopo il classico avrò le porte di tutte le facoltà aperte». Quanti compagni delle medie ti seguiranno ? «Non tanti - ammette sconsolato - solo tre amiche. Per il greco, invece, mi darà una mano il nonno: qui a casa provengono tutti dal Classico». Per Beatrice Schneider quasi una predestinazione: «Il greco mi ispira. E poi sono sicuramente più portata per l'italiano che per la matematica». Anche lei prova a proiettarsi nel futuro: «Potrei iscrivermi a Medicina, dunque il greco e il latino mi serviranno». (r.v.)
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