Sicurezza
Il fascino perduto del Liceo Classico
Crollano gli iscritti al Galilei, dal prossimo anno c’è il rischio di un accorpamento con il Carducci. E la didattica si aggiorna
PISA. Il liceo classico Galilei compie 160 anni, ma non ha granché voglia di festeggiamenti. Lo storico istituto cittadino che aprirà i cancelli mercoledì prossimo, si allinea infatti al trend nazionale negativo che vede in netto ribasso le iscrizioni ai licei, in particolare i classici, a vantaggio degli istituti tecnici, linguistici e professionali. Per l'anno scolastico 2013/2014 al Galilei sono state formate solo tre nuove quarte ginnasiali, per un totale di 80 studenti. L'anno scorso gli iscritti erano stati 110, suddivisi in cinque sezioni. Dieci anni fa, nel 2003/2004, le matricole furono 136. Una flessione del 40% in pochi anni. Al calo di iscrizioni si accompagnano le richieste di nulla osta, cioè i permessi che i ragazzi già iscritti chiedono per scambiare scuola: sono stati una trentina quelli rilasciati nel corso dell'anno.
Una situazione che lascia intravedere dal prossimo anno la possibile “onta” dell’accorpamento. Attualmente il Galilei è infatti lontano dalla soglia dei 600 studenti necessari per il mantenimento dell'autonomia, condizione indispensabile ad assicurare la presenza di un dirigente scolastico. A meno di un futuro e insperato exploit di iscrizioni, l'anno scolastico 2014/2015 sarà contraddistinto dall'accorpamento con un altro istituto cittadino, probabilmente il magistrale Giosuè Carducci, con cui raggiungere circa mille iscritti.
Le ragioni della fuga dalla cultura umanistica sono indubbie e diversificate. Non solo ragioni economiche: costo dei libri, ripetizioni spesso indispensabili, poche possibilità di trovare un lavoro senza il conseguimento della laurea.
C’è anche la percezione che ore di traduzioni dal greco potrebbero essere impiegate diversamente, magari imparando lingue straniere, spendibili subito. O che una migliore preparazione in matematica tutto sommato potrebbe facilitare l'accesso alle facoltà a numero chiuso.
«I ragazzi oggi potrebbero essere semplicemente meno portati ad un lavoro giornaliero costante», ipotizza il professor Stefano Sodi. E' d'accordo anche Domenico Accorinti, insegnante di latino e greco da venti anni. «I ragazzi vivono nell'era digitale - spiega - che vuole soddisfazioni immediate. Una scuola come questa richiede pazienza e dedizione, non tutti oggi sono in grado di offrirla».
Sono dunque i docenti i primi ad aver capito che qualcosa deve cambiare, che bisogna avere un'apertura maggiore perchè molti ragazzi sono certo interessati alla cultura classica ma non ne sopportano il carico di studio. Sta per partire una sorta di miniriforma, se ne discuterà mercoledì nel collegio docenti e si spera di proporla come iniziativa a livello nazionale per salvaguardare il patrimonio della cultura umanistica. Ad anticiparne i temi i professori Accorinti e Massimo Baldacci: «Ridefinire ciò che è essenziale nei programmi, puntare su ciò che è costituttivo e tralasciare lo scontato - spiega Baldacci - Bisogna ridurre l'insegnamento della lingua a ciò che serve per tradurre e comprendere i testi; sintonizzare i compiti e le interrogazioni, prolungare lo studio della sintassi latina e greca fino alla terza liceo e non stopparla al quinto ginnasio come tutt’oggi avviene. Anche nella didattica, bisognerebbe tener conto delle reali possibilità dei ragazzi, diversificando gli obiettivi, garantendo un minimo ma puntando sulle capacità individuali».
«Oggi non si può chiedere di restare tutto il pomeriggio sui libri perché magari c'è un compito in classe e un'interrogazione nello stesso giorno», semplifica Massimo Baldacci, insegnante di lettere da 15 anni. Un monito da e per gli insegnanti a favore di una maggiore presa di coscienza, in relazione ai risultati conseguiti dalla classe. Un processo in parte già iniziato lo scorso anno con la distribuzione dei questionari a tutte le categorie che operano all'interno e all'esterno dell'Istituto. «Il sistema scolastico deve perseguire la capacità di produrre pensiero», ribadisce Accorinti.
Intanto si punta ad ampliare l’offerta formativa e culturale. Per assicurare maggiore modernità all'indirizzo, negli ultimi anni anni è stata creata una sezione con potenziamento di matematica, un corso (per i neo diplomati) di approfondimento scientifico per gli studenti che aspirano ad accedere alle facoltà a numero chiuso. Si punta molto sui laboratori dedicati al teatro, alla storia, al cinema, all’archeologia. Proseguono anche i corsi di tedesco iniziati lo scorso anno e i corsi per il Cambridge Certificate.
Ma si vuole anche allargare la riflessione sul senso e sul futuro del liceo Classico. Per questo proprio dal Galilei potrebbe partire un appello per un convegno nazionale sul tema da tenere a Pisa.
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