La manifestazione
Alzheimer, c’è una nuova speranza
Sarà sperimentato a Pisa da gennaio un inedito sistema di diagnosi precoce
PISA. Nasce a Pisa la nuova speranza contro la malattia di Alzheimer ( 1milione di casi in Italia, 70 mila in Toscana). Da gennaio inizierà un'importante sperimentazione clinica controllata per la diagnosi precoce. Lo ha detto il direttore dell'Unità Operativa Complessa di Neurologia all'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Ubaldo Bonuccelli.
Alle persone con problemi di memoria, preventivamente selezionate, in accordo con l'Unità Operativa di Medicina Nucleare, verranno iniettati marcatori di ultima generazione che potranno evidenziare o meno nelle cellule del cervello la presenza della beta-amiloide, la sostanza prodotta per motivi ancora sconosciuti durante la malattia. L'esame della PET darà poi il responso. In caso positivo, si potrà così iniziare sollecitamente la cura.
«Sul piano diagnostico - ha spiegato Bonuccelli, co-presidente del congresso internazionale sul Alzheimer e Parkinson assieme a Sandro Sorbi, dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, che si conclude oggi a Palazzo Blu - si tratta d'una vera e propria rivoluzione. Ciò non significa però che l'Alzheimer sia sconfitto. Si tratta soltanto di un concreto passo avanti, in un lungo e difficile percorso medico, sociale ed assistenziale».
Ancora non certe sono infatti le cause di questa affezione degenerativa.
Sono disponibili comunque nuovi, interessanti farmaci. Si tratta degli anticorpi monoclonali e degli inbitori dell' ossidasi per liberare le cellule dalla beta amiloide. Se per i farmaci attuali, l'efficacia terapeutica in una scala da 1 a 10 si attesta sul 2, per i monoclonali si sta dimostrando a livello 7, mentre per gli inibitori dell'ossidasi siamo a 4.
Passi avanti anche per la malattia di Parkinson (250 mila persone colpite nel nostro Paese, circa 20 mila in Toscana). Intanto l'ulteriore conferma del meccanismo tossico dei pesticidi in seguito ad esposizione prolungata. Quindi la diminuzione del rischio di malattia con il fumo ed il caffè. In effetti l'ultimo farmaco per la cura, l'istradefillina, è un derivato della caffeina. Ma nella seconda ipotesi, sicuramente il danno a carico del sistema cardio e cerebrovascolare provocato dal tabagismo vanifica tale vantaggio. La chirurgia del Parkinson, infine, interessa oggi il 5-7% dei pazienti. Si applica solo nelle fasi avanzate ed in genere nei pazienti con esordio dei disturbi prima dei 60 anni.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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