Sicurezza
Il futuro del Galilei si lega a Peretola
Pisa e Firenze tornano fra gli scali che contano. Il presidente della Provincia: «Un passaggio atteso»
PISA. L’aeroporto Galilei torna nuovamente nella fascia alta degli scali nazionali. E con Pisa anche Firenze. E il loro futuro, se vorranno continuare a stare insieme ad aeroporti come Milano e Roma, dovrà andare verso una società unica.
Lo ha annunciato ieri il governatore Enrico Rossi dopo l’incontro col ministro dei trasporti Maurizio Lupi. Positive le reazioni dell’amministrazione comunale e su questo tema Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa, afferma che «era un passaggio non scontato, ma certamente atteso perché nell'ultimo incontro che abbiamo avuto con il ministro dei trasporti il giugno scorso, la Toscana si era presentata unita, dimostrando nei fatti la nostra capacità di fare sistema per costruire una futura integrazione aeroportuale tra Pisa e Firenze. Questo riconoscimento dimostra anche l'attenzione del governo Letta per i piani di sviluppo delle infrastrutture aeroportuali toscane - continua Pieroni -. Un'attenzione che non era stata dimostrata dal precedente esecutivo. Una decisione importante che conferma il proficuo lavoro svolto dalla società Sat sul Galilei e l'efficacia dei suoi piani di investimento e crescita, e che rende quanto mai necessario uscire dalla mancanza di chiarezza sul piano finanzio ed industriale di Peretola».
Intanto, la Cisl di Pisa torna ad attaccare il management del Galilei. «Gli amministratori della Sat - si legge nella nota - annunciano, ad ogni pié sospinto, piani ambiziosi. Intanto, però, fanno fatica a redigere un planning di lavoro giornaliero e a risolvere le piccole e grandi grane che si presentano di continuo all'interno della struttura».
E il sindacato aggiunge: «Macchine radiogene e tomografi inutilizzabili per giorni perché danneggiati dall'acqua che piove dal soffitto. Stagionali assunti con un contratto part-time di 4 ore, quando invece sono costretti a lavorare, in alcuni casi, anche nove o dieci ore al giorno e non sempre possono usufruire della mensa aziendale. Trasferimenti di dipendenti da questa a quella mansione dal sapore punitivo. E, al contrario promozioni di carriera non facilmente spiegabili con criteri generalmente adottati in un'azienda».
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