La manifestazione
Bimbi rom, il Comune si sente diffamato
Un sito milanese: «Loro a scuola gratis, i locali pagano il doppio». E scoppia subito la polemica
PISA. L’ufficio legale del Comune sta valutando se ci sono gli estremi per eventuali azioni contro la testata online “Il radar” dopo la comparsa di un articolo intitolato: “Nella rossa Pisa bambini rom a scuola gratis! E quelli pisani? Bischeri! Pagano il doppio!”.
Il pezzo è stato pubblicato sul sito ilradar.com e (al netto del tono) in parte contiene notizie vere: «La giunta pisana ha impegnato ben 300mila euro di soldi pubblici per garantire trasporto e pranzo gratis ai figli degli zingari». Ma senza specificare a quale capitolo di bilancio appartiene la spesa, che non grava sul fondo dell’istruzione. Anzi lasciando intendere che i «genitori dei bambini pisani pagano due volte la retta».
Malgrado ciò sia falso, ha scatenato 44 commenti pesanti sui rom e sui «pisani cornuti e mazziati». Una testata giornalistica (registrata presso il Tribunale di Milano) non è un semplice blog e deve rispettare le leggi sulla stampa.
Bene, il Tirreno in accordo con il Comune, da domenica sta provando a contattare l’autore dell’articolo senza che questi abbia risposto. E in questa storia l’amministrazione si sente diffamata.
In primo luogo, l’assessore all’istruzione Marilù Chiofalo fa notare che «le tariffe sui servizi scolastici dal 2008 a oggi non sono aumentate di un centesimo, a parte gli adeguamenti Istat; e sono del tutto indipendenti dal fondo di scolarizzazione per i bimbi rom». Quindi è falso che i genitori pisani paghino doppio. Anzi, «le nostre sono tra le tariffe più basse d’Italia». Inoltre, quest’anno le richieste delle famiglie rom sono aumentate, ma i soldi in più necessari sono stati reperiti attraverso la Regione e la partecipazione a bandi ministeriali.
Chiofalo anticipa l’obiezione: «Qualcuno potrebbe dire che è sempre denaro pubblico». Ma ha la risposta pronta: «Si tratta di un’emergenza umanitaria e ricordo che esistono delle leggi sull’obbligo scolastico».
Secondo punto: l’assessore evidenzia che «esistono ferrei controlli sulle spese. Infatti sia per i genitori rom che per tutti gli altri – pisani compresi – è stato introdotto un indicatore di benessere. Per esempio, chi ha auto di grossa cilindrata è subito cassato dalla lista dei beneficiari delle esenzioni».
Anche qui, Chiofalo non si nasconde: ci sono «diverse procedure per l’esazione delle somme dovute, attraverso la controllata Sepi. Certo, alcune volte sono pratiche lunghe e falliscono». Ma «ci comportiamo con i rom esattamente come con tutti le altre famiglie. Se l’impegno genitoriale non è sufficiente per il successo della scolarizzazione, con gli adulti teniamo la barra dritta e adottiamo le misure previste dalla legge»: interessamento di servizi sociali, forze dell’ordine e Tribunale dei minori.
Ma «nei confronti dei bambini, che non sono colpevoli, le istituzioni creano una cintura di tutele che coinvolge anche il mondo associativo». Chiofalo invita i «benpensanti» a tener presente che il successo della scolarizzazione «dipende dalla coerenza del “sistema famiglia-istituzioni”: è successo che genitori italiani abbiano messo le mani in faccia a insegnanti che avevano ritirato delle carte da gioco al loro figlio problematico, perché esse disturbavano la lezione. Così hanno messo in difficoltà l’insegnante e la scuola, senza aiutare il bimbo».
Ultimo esercizio di onestà intellettuale: «Contando tutti gli episodi di non coerenza, quindi anche il semplice non accompagnare il figlio alla fermata del bus, su 50 casi 49 sono di famiglie rom». Stoccata finale: «Noi dobbiamo creare le condizioni affinché ci sia massima coerenza. E nessuno può permettersi di dire che i bambini devono essere lasciati soli».
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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