Il dolore
Fare l’infermiere, il sogno comincia con un test
In migliaia alla prova per accedere ai corsi delle professioni sanitarie Un giovane di Cefalù: è la terza volta che provo, mi auguro sia quella buona
PISA. Per inseguire una passione o per trovare un lavoro. Con questi obiettivi si sono ritrovati 2335 ragazzi alla prova di selezione che si è svolta ieri mattina per l'ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie dell'Università di Pisa. Volti tesi e cellulare incollato all'orecchio, al termine della prova, per avvisare genitori e amici dell'esito del test. Molti candidati, invece, avevano familiari e fidanzati ad attenderli fuori, assiepati all'ombra e con lo sguardo fisso al cancello d'uscita. Solo uno su quattro la spunterà, visto che i posti a disposizione sono 614 (di cui 37 riservati agli stranieri extracomunitari), e quindi nessuno si sbilancia nel fare previsioni. La prova, che consisteva in 60 quesiti a risposta multipla, abbracciava varie tematiche, dalla cultura generale al ragionamento logico, dalla biologia alla chimica, dalla matematica alla fisica. E proprio nelle materie scientifiche i candidati riferiscono di aver incontrato maggiori difficoltà.
«Il test era difficile - dice Lorenzo Leonello, diplomato odontotecnico e aspirante studente di scienze infermieristiche - soprattutto nei quesiti di matematica e fisica, dove le domande erano molto specifiche».
Stesse difficoltà in campo scientifico anche per Serena Simonetti, neodiplomata al liceo psicopedagogico di Lucca, che vorrebbe diventare ostetrica. «Ho seguito dei corsi di preparazione al test ma, nonostante tutto, i quesiti di fisica mi sono risultati molto difficili, forse perché ho una scarsa preparazione di base in materia», confessa la ragazza, che però non si scoraggia e spera di riuscire. In caso negativo, però, Serena come tanti altri suoi coetanei è pronta a tentare altre strade, oltre la passione: «Prima di questo test ho già svolto la prova di ammissione alla facoltà di psicologia a Bologna e ora, se dovesse andar male, per ripiego mi iscriverò al corso triennale di giurisprudenza, dove non c'è il numero chiuso».
Stesso iter di prove selettive su vari fronti attende Tommaso Valentini, diciottenne pisano appena uscito dal liceo Dini, che dopo questa prova, che definisce un paracadute, tenterà l'ammissione alla facoltà di chimica, anche se la sua vera passione è la medicina, dove spera di approdare dopo le selezioni: «Questo test - dice - presentava alcune difficoltà soprattutto per quanto riguarda la conoscenza della terminologia scientifica più specifica, ma con il ragionamento credo di essere riuscito a rispondere abbastanza bene».
Difficile a una prima lettura ma poi più fattibile con il ragionamento è stata la prova anche per Irene Cardile, 20 anni, di Livorno, diplomata al liceo linguistico, che ha scelto di tentare le professioni sanitarie invogliata da una domanda di lavoro che sembra più alta. «Dopo aver concluso la scuola superiore ho trascorso invano un anno in cerca di occupazione, e ora vorrei indirizzarmi verso la fisioterapia o le scienze infermieristiche, che sono le più richieste in campo sanitario», spiega.
Per trovare lavoro, ma anche per assecondare una passione nata in casa con la mamma già impiegata nel settore, è andato a fare la prova selettiva Edoardo Tarabella, ventenne di Montignoso diplomato all'istituto commerciale. «Speriamo bene! - dice - Il test era fattibile, anche se le domande di biologia e chimica erano difficili, nonostante avessi studiato».
Terzo tentativo di accedere a questi corsi di laurea, infine, per Sebastiano Alfieri, 23 anni, di Cefalù, che già in passato aveva provato a inseguire il suo sogno di diventare fisioterapista. «E' un peccato che la legge ci impedisca di realizzare le nostre ambizioni con questi numeri chiusi nelle università - si sfoga - Ho provato per due anni, dopo l'insuccesso a questo test di ammissione, a ripiegare su un altro corso di studi, ma poi ho deciso di rinunciare per continuare ad assecondare il mio desiderio di lavorare nell'ambito sportivo. Speriamo che questa sia la volta buona».
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