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Ricordata a San Rossore la vergogna delle leggi razziali
Durante la cerimonia è stato piantato un albero “per non dimenticare”. Il sindaco ha accolto la proposta di dar vita a un centro di studi storici
Si è celebrata a San Rossore la cerimonia in ricordo della firma delle leggi razziali, avvenuta 75 anni fa, nella villa reale del Gombo, luogo di vacanza dell'allora re d'Italia, a San Rossore. Era il 5 settembre 1938. Nel 2011 il sindaco Marco Filippeschi ha istituito la giornata del ricordo per non dimenticare uno degli orrori più grandi dell'umanità.
Per questo questa mattina a San Rossore è stato piantato un albero, un leccio, per custodire la memoria di quei tragici giorni.
«I ricordi tragici che accompagnano il periodo che va dalla firma delle leggi razziali fino all'abominio della Shoah non devono essere deprezzati da una gestione fragile della storia e della memoria - ha detto Filippeschi - La città di Pisa si è sentita testimone perché proprio dove sorgeva la Villa Reale a San Rossore, venivano firmate quelle leggi dall'allora Re d'Italia. Pisa, città di cultura e di studi, non può non ricordare quel tragico momento».
Il sindaco ha risposto favorevolmente alla proposta del professor Michele Battini, del Centro Interdipartimentale dell'Università, che vorrebbe creare a Pisa, e in modo particolare proprio a San Rossore, un centro studi legato alla conoscenza della storia e alla sua divulgazione scientifica, finanziato e supportato dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione.
Alla cerimonia sono intervenuti anche l'assessore Maria Luisa Chiofalo, il presidente del consiglio comunale Ranieri Del Torto, la presidente del consiglio provinciale Consuelo Arrighi, Guido Cava (presidente della Comunità ebraica), Massimo Fornaciari (Aned), Sergio Castelli (Anpia), Giacomo Guccinelli (Arcigay Pink Riot) e Clara Wachsberger (Associazione figli della Shoah).
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