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Passione Harry Potter, ecco la mia mappa di Hogwarts
PISA. Ci ha messo oltre 4 anni di lavoro, ha scelto la carta e la penna giusta, e perfino ricopiato parola per parola – in latino – un intero dialogo di Seneca. Il tutto per poter tenere fra le mani...
PISA. Ci ha messo oltre 4 anni di lavoro, ha scelto la carta e la penna giusta, e perfino ricopiato parola per parola – in latino – un intero dialogo di Seneca. Il tutto per poter tenere fra le mani la riproduzione di uno degli oggetti-simbolo della saga di Harry Potter: la Mappa del Malandrino. Saverio Landini, 24 anni, nato a Quarrata, è un appassionato dell’opera della Rowling. In questi giorni ha partecipato al raduno dei fan organizzato in città dall’associazione Harry Potter Never Ends. «Sono fiero di appartenere a Corvonero», precisa riferendosi a una delle quattro Case della Scuola di magia. La sua passione per le avventure del giovane mago era già forte al momento dell’uscita del film tratto dal terzo episodio, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, al cinema nel 2004. È proprio nel terzo capitolo che entra in scena l’oggetto che ha tanto colpito la fantasia di Saverio. Una mappa magica del castello e del parco di Hogwarts, che mostra la posizione e i movimenti di ogni mago, strega, animale o fantasma all’interno della scuola. Nella storia l’oggetto viene donato a Harry dai gemelli Weasley, e gli sarà utile in vari momenti. Il ruolo centrale della cartina incantata di Hogwarts è sottolineato nei titoli di coda del terzo film, che ne riproducono la grafica. «È stato proprio a partire dai quei titoli di coda, e anche dalle immagini nel film e nel videogioco, che ho ricreato la mia mappa», spiega con orgoglio Saverio. Per fare la sua personale cartografia dei sette piani del castello sono stati necessari tre cartoncini formato A2 (42 per 59 cm), più un altro per fare le “ali” della mappa, che si aprono a soffietto rivelando i passaggi segreti come in un libro animato. La carta, spiega Saverio, è stata tinta con il caffè e lasciata ad asciugare per una notte. «Per disegnare le mura del castello ho usato una penna gel color bordeaux, mentre per le scritte in latino ho ricopiato il De brevitate vitae di Seneca», aggiunge. Infatti nella mappa originale, ha scoperto guardando attentamente le immagini del film, i confini del castello sono segnati non da una semplice linea, ma da scritte in latino. Che Saverio ha riprodotto con l’aiuto del classico di Seneca. Di fronte al lavoro finito, si può dire che nemmeno Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso – i quattro cartografi che nella saga sono gli autori della mappa – avrebbero saputo fare di meglio.
Lucia Maffei
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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