Il Tirreno

Pisa

La morte nella piscina ripresa dalle telecamere

La morte nella piscina ripresa dalle telecamere

La bambina di cinque anni sarebbe rimasta sott’acqua oltre un minuto Un video è al vaglio degli investigatori, ma sono molti i punti da chiarire

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un video registrato dalle telecamere della sorveglianza potrebbe definitivamente fare chiarezza sulla morte di Rachele Medda, la bimba di 5 anni deceduta mercoledì nella piscina comunale di Pisa durante le attività dei corsi estivi della Canottieri Arno, società che ha in gestione l’impianto. Secondo indiscrezioni rilanciate anche dall’Ansa, prive comunque di conferme ufficiali, il filmato mostrerebbe la sequenza in cui la piccola è andata sott’acqua, dopo aver annaspato, rimanendovi - così pare - per oltre un minuto, prima che qualcuno intervenisse per soccorrerla.

Nel video, che è già stato acquisito dai carabinieri, secondo quanto si è appreso, si vedrebbe una sola delle due bagnine in servizio quel giorno e ciò lascerebbe supporre che l’altra non si trovasse in quel momento nell’inquadratura della telecamera. Ma ciò non significa che non fosse presente e non stesse svolgendo regolarmente servizio. La precisazione è necessaria, dato che si tratta di circostanze che andranno verificate e sulle quali si sta focalizzando proprio in queste ore l’attenzione degli investigatori. È un fatto, comunque, che l’acquisizione del video sia un passo avanti nell’inchiesta che appare quanto mai delicata e ancora piena di punti da chiarire, prima di sancire eventuali responsabilità nella morte della bambina.

Intanto si attendono i risultati dell’autopsia eseguita venerdì dal medico legale Luigi Papi e che non avrebbe fatto emergere evidenze macroscopiche di patologie pregresse. L’avvocato della famiglia Medda, Carlo Porcaro D’Ambrosio, precisa che attende la relazione dei medici legali.

Rachele Medda non sapeva nuotare e frequentava il corso dei campi estivi organizzati dalla Canottieri Arno, la società che ha in gestione l’impianto sportivo. Quando è finita sott’acqua, si trovava in una zona della piscina dove il fondale era più profondo di quello dell’area a cui invece sarebbe stata destinata la piccola.

Rachele si aiutava con un tubo di gomma per galleggiare in sicurezza, ma probabilmente deve esserle sfuggito e per questo è andata sott’acqua.

Gli inquirenti stanno anche valutando in che modo ci si è accorti della situazione di difficoltà e se a dare l’allarme possano essere stati gli altri compagni di giochi della piccola. Al riguardo mantengono il massimo riserbo, ma stanno facendo accertamenti anche per capire se gli interventi di soccorso sono stati tardivi e sono scattati quando ormai per la piccola non c’era più nulla da fare.

Sul punto potrebbero risultare decisive le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza e già acquisite dai carabinieri, anche se si tratta di telecamere puntate sugli accessi dell’impianto sportivo e che dunque potrebbero fornire una visuale parziale delle vasche.

Peraltro è stato un caso che fossero in funzione quel giorno, perché di solito registrano soltanto in orario notturno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa