La manifestazione
«Come dire ai figli che la loro amichetta non c’è più?»
PISA. Due ragazzine quasi maggiorenni ma nessun bambino. Al funerale che si è svolto ieri nella chiesa di San Francesco era impossibile non notare l’assenza dei tanti amichetti che la piccola Rachele...
PISA. Due ragazzine quasi maggiorenni ma nessun bambino. Al funerale che si è svolto ieri nella chiesa di San Francesco era impossibile non notare l’assenza dei tanti amichetti che la piccola Rachele – amata da tutti – aveva conosciuto nei suoi quasi sei anni di vita. Mancava persino il fratellino. E anche se nessuno ha disposto in maniera esplicita che fosse così, è facile immaginare quale sentimento abbia spinto i vari genitori a comportarsi in questo modo: risparmiare ai loro figli (proteggendoli) una scena che ancora non sanno come raccontare. L’altro giorno, infatti, la madre di un compagno della bimba morta in piscina comunale si rammaricava «perché ancora non so come dire a mio figlio che non rivedrà più Rachele».
Può esserci anche un’altra spiegazione, più sottile, che si aggiunge alla precedente: tanti ieri continuavano a ripetere che è assurda una morte come quella di Rachele. E una storia che i grandi non riescono a spiegarsi diventa una cosa dalla quale i grandi escludono i bambini quasi per esorcizzarla. (g.c.)
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