Il Tirreno

Pisa

Prima e dopo le bombe, ecco com’era Pisa

di Lucia Maffei

Il sito geomemories.org fa vedere i cambiamenti sulla mappa causati dai raid degli aerei

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PISA. Prima e dopo il bombardamento.

Per vedere i cambiamenti sulla mappa di Pisa determinati dalle incursioni aeree durante la seconda guerra mondiale basta andare su www.geomemories.org, piattaforma gratuita e in italiano sviluppata da una collaborazione dell'Istituto di informatica e telematica del Cnr con l'Aerofototeca nazionale di Roma.

Un atlante storico-geografico che unito alla tecnologia d'avanguardia permette un viaggio nella memoria 2.0 attraverso 30 mappe di Pisa e dintorni. Il tutto grazie a una connessione a internet e a pochi clic.

«Il progetto è iniziato nel 2010 ed è arrivato fino a oggi grazie a un fondo del Registro “.it” pari a 160mila euro», spiega il responsabile Andrea Marchetti.

Resa operativa la struttura portante, il lavoro consiste per prima cosa nel procurarsi le immagini, veri e propri documenti storici. Si tratta delle foto aeree raccolte tra il 1943 e il 1945 dalla Royal Air Force, l'aviazione militare del Regno Unito, al tempo delle ricognizioni sul nostro Paese. Tale tesoro di informazioni sulla storia e la geografia dell'Italia è conservato in una sezione dell'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, chiamata Aerofototeca nazionale, primo partner di Geomemories. La mappatura prosegue ricostruendo il mosaico di ogni zona e riportandolo sul territorio. Per fare questo sono necessari un esperto di sistemi informativi territoriali, uno sviluppatore, un grafico e un coordinatore, tutti professionisti che fanno parte dell'équipe Geomemories.

«Creare queste mappe ha un costo alto in termini di tempo – chiarisce Marchetti –. Al momento il progetto copre le aree di Pisa e dintorni, compresa la Versilia e l'interno, ma anche la zona di Genova e una piccola parte di Firenze e Roma. Su Geomemories è presente l'uno per cento del territorio nazionale: ci piacerebbe arrivare al cento per cento, ma è un problema di fondi».

Navigare sul sito è semplicissimo.

Prima di cominciare è necessario installare un ampliamento del programma gratuito Google Earth, operazione di due minuti.

Poi si può cominciare a esplorare la zona di interesse del mappamondo interattivo. Per visualizzare la mappa prescelta, basta spuntarne la casella dall'elenco e cliccare sulla freccia verde.

Ogni mappa è accompagnata dalle informazioni. Ad esempio, a illustrazione della mappa “Pisa dopo il bombardamento del 31 agosto 1943 (febbraio 1944)” si legge: «Nella mappa si possono notare numerosi crateri, come nel quartiere di Porta Nuova. La zona della stazione e del quartiere San Giusto fu una delle più colpite della città. Anche la zona di Porta a Mare, sede della fabbrica di vetro Saint-Gobain, venne pesantemente bombardata».

Per Marchetti il progetto ha un alto valore sociale ed emotivo.

«Le ricadute comprendono il monitoraggio e la salvaguardia del territorio, il controllo delle coste e gli aspetti storici e archeologici. Ma il ritorno maggiore è il recupero della memoria del tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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