Gioco
Quella bambina in bici che salutava sempre tutti
PISA. «Una bambina bellissima, molto educata e sempre gentile». Sono interrotte dalla commozione le parole che i vicini di casa, parenti ed alcuni conoscenti della famiglia Medda usano per descrivere...
PISA. «Una bambina bellissima, molto educata e sempre gentile». Sono interrotte dalla commozione le parole che i vicini di casa, parenti ed alcuni conoscenti della famiglia Medda usano per descrivere Rachele, cinque anni, morta mercoledì durante un corso di nuoto nella piscina comunale. Una tragedia che ha colpito tutti, compresi i vicini di casa e alcuni commercianti di via San Francesco (dove risiede la famiglia Medda). Strada che la piccola percorreva spesso a bordo della sua bici in compagnia del padre Pierpaolo, psichiatra dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, o della madre Cristiana Manzi, anche lei psichiatra. «Era un angelo - ricorda una vicina di casa della famiglia - molto carina e con due begli occhi neri».
«Una bambina vivace – continua la vicina della famiglia Medda - gioiosa e, qualche volta, riservata, così come tutti i bambini di quell’età». Quello accaduto mercoledì scorso è «un dramma che ci lascia senza parole», conclude.
«Una tragedia incredibile per una famiglia molto stimata», aggiunge Alberto Fausto Vanni, di Santa Maria a Monte, cugino di secondo grado del nonno materno della piccola Rachele, Franco Manzi. «Non conoscevo bene la bambina, ma posso dire che la famiglia è molto apprezzata da tutti – prosegue Vanni –. I genitori si servono nel nostro negozio di abbigliamento a Santa Maria a Monte ed erano venuti poco tempo fa. La mia famiglia – conclude - è partecipe di questa tragedia che ci tocca da vicino».
«Era una bambina bellissima», dice una commerciante di via San Francesco. «La ricordo a bordo della sua bici, accompagnata dal padre. Salutava sempre ed era molto gentile, anche perché i genitori hanno dato un'educazione esemplare ai figli». Una famiglia stimata da tutti anche nel quartiere. «Due dottori bravissimi, una famiglia speciale che ora si trova a fare i conti con il dramma. E queste, purtroppo, sono tragedie da cui non si guarisce mai».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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