La protesta
La famiglia dice sì all’espianto delle cornee
Una decisione di grande generosità dopo la tragedia che ha portato via la piccola Rachele ai genitori e al fratello
PISA. Rachele aveva 5 anni. Si è sentita male in piscina comunale mentre frequentava un campo solare che prevedeva giochi d’acqua. I sanitari hanno tentato di rianimarla sul posto e poi al pronto soccorso di Cisanello. Ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Sotto gli occhi del padre, Pierpaolo Medda, uno psichiatra che lavora al Santa Chiara e che proprio ieri era in servizio e ha vissuto in prima persona la morte della figlia.
Sulla morte della piccola stanno indagando i carabinieri i quali hanno avvisato la Procura che ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause della tragedia. I carabinieri già ieri pomeriggio hanno sentito a sommarie informazioni le persone presenti nell'impianto sportivo al momento della tragedia. In serata, la salma della bambina è stata trasferita a Medicina legale dove si presume che sarà eseguita l’autopsia. E i genitori hanno deciso, come ultimo atto d’amore della loro bambina, che saranno donate le cornee.
Il campo solare a cui era iscritta Rachele è gestito dalla Canottieri Arno di Pisa che in serata ha diramato un comunicato in cui, oltre a esprimere il cordoglio alla famiglia della bambina, scrive che «le attività sportive dei campi solari sono condotte da personale qualificato che garantisce la costante sorveglianza dei partecipanti sia in acqua che fuori e oggi erano presenti due bagnini riconosciuti dalla Federazione italiana nuoto».
Nel pomeriggio, alla piscina comunale, si è recato Salvatore Sanzo, assessore comunale allo sport. «In questo momento, il pensiero è per la piccola Rachele e per i familiari: a loro va la vicinanza mia personale, del sindaco e dell'amministrazione comunale». Questo il commento a caldo dell'assessore comunale allo sport Salvatore Sanzo che ha voluto effettuare un sopralluogo immediato alla piscina comunale di Barbaricina, appena aver appreso della tragedia durante un campo solare organizzato negli impianti di Piazzale dello Sport. Sanzo ha incontrato anche i responsabili della Canottieri Arno, società che organizza il campo solare, con i quali collabora da alcuni anni partecipando, insieme ad altri campioni pisani, ad alcune iniziative proprio durante questi appuntamenti. L'assessore allo sport ha confermato, secondo quando dettogli dai presenti, che il malore della piccola Rachele sarebbe avvenuto in acqua e che tutti si sono prodigati immediatamente per le prime operazioni di soccorso (la piscina comunale è dotata anche del defibrillatore, ndr). «Sulla vicenda - conclude Sanzo - c'è un'indagine in corso dell'autorità giudiziaria e ci rimettiamo al suo lavoro».
La morte della piccola ha gettato nel dolore il padre Pierpaolo Medda e la mamma Cristiana Manzi, ambedue psichiatri, genitori di un altro bambino. Il padre è originario della Sardegna, mentre i nonni materni abitano a Montecalvoli, nel territorio comunale di Santa Maria a Monte. Il nonno è un ex dirigente della Piaggio.
Il padre era al lavoro all’ospedale di Santa Chiara quando al cellulare è stato raggiunto dalla notizia che la figlia aveva avuto un grave malore in piscina comunale e, in bicicletta, si è precipitato sul posto. Ed è voluto salire sull’ambulanza che ha trasportato Rachele l pronto soccorso pediatrico di Cisanello. I medici hanno fatto il possibile per strappare la piccola ad una assurda e inaccettabile morte.
In tarda serata, nonostante il profondo dolore, il padre e la mamma hanno trovato la forza di dare il consenso per la donazione degli organi. Un ultimo atto di grande solidarietà affinché la morte della bambina non sia stata vana.
E questa tragedia ricorda quella in cui morì il piccolo Matteo nel 1995. Allora come oggi, il teatro della tragedia fu la piscina comunale.
Giovanni Parlato
Daniele Benvenuti
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