Il Tirreno

Pisa

Lavoro, una generazione cancellata

Lavoro, una generazione cancellata

La denuncia di una disoccupata: «Io, spedizioniere di 48 anni, ho perso l’impiego. Per lo Stato sono vecchia»

2 MINUTI DI LETTURA





La perdita del lavoro, i disagi, la rabbia per l’indifferenza delle istituzioni. Un dramma che si vive, direttamente o indirettamente, in quasi tutte le famiglie, e a volte qualcuno decide di raccontare, perché la sua voce è la voce di tanti. Come la pisana Isabella Piattoli, 48 anni, spedizioniere internazionale. «Mi piaceva il mio lavoro - racconta - mi identificavo con esso, anche se faticavo 14 ore al giorno, ero in contatto con il mondo, ne facevo parte, ma dovetti lasciarlo. Da allora è iniziata la mia carriera di disoccupata. Fortunatamente potevo contare sull'aiuto dei miei e quindi barcamenarmi con lavoretti ad ore, qualche ripetizione o traduzione, un paio di volte persino contratti a tre mesi, senza cadere nella depressione più nera. Ma il salto di qualità non mi riusciva e perché? Perché ero (sono) troppo vecchia a 48 anni. E il nostro, citando McCarthy, non è un Paese per vecchi».

In Italia, ricorda Isabella, si parla tanto di disoccupazione giovanile, ma i nostri ragazzi possono almeno contare su contratti d'apprendistato e stage. In questo Paese si è già vecchi a 35 anni: «Stanno cancellando un'intera generazione. Una generazione che invece è una grandissima risorsa. Raccontare la mia storia, la storia di Isabella, ex spedizioniere di 48 anni, mi pesa: ho dovuto ingoiare un orgoglio ed amor proprio, ma se serve a far comprendere meglio la drammaticità e l'attualità del problema, non c’è sacrificio che tenga».

Il servizio completo nel giornale in edicola

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web