Gioco
Addio a Mancini, ex consigliere
Marinese, era stato due legislature a Palazzo Gambacorti per il Pdl, una come vicepresidente dell’assemblea
MARINA. È morto Paolo Mancini, già vicepresidente del consiglio comunale di Pisa, in quota al Pdl.
Perito industriale, libero professionista e titolare di una piccola azienda di installazione d’impianti, Mancini è spirato poco prima delle 18 di ieri a casa. Nato nel 1951, era da tempo malato e le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi quindici giorni.
Marinese doc, nei primi anni Novanta Mancini era entrato nel consiglio della circoscrizione n. 1 del litorale pisano nelle file del Movimento sociale. Poi era stato presidente della stessa circoscrizione in forza ad Alleanza nazionale per il periodo 2001–2003.
Proprio nel 2003 Mancini aveva fatto il suo ingresso in consiglio comunale. Ricandidato nel 2008, era stato nuovamente eletto ed era diventato vicepresidente vicario dell’assemblea di Palazzo Gambacorti e membro della quarta commissione.
La notizia della morte di Mancini, un personaggio che godeva vasta stima al di là dell’appartenenza partitica, si è diffusa rapidamente sul litorale e in città suscitando cordoglio. Mancini lascia i figli, Paolo Maria e Rachele, la sorella Virginia e il fratello Guglielmo.
I funerali domani alle 16 nella Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Marina.
Numerosi i messaggi di cordoglio, a partire da quello di Titina Maccioni, che da presidente del consiglio comunale aveva avuto Mancini come vice: «Sono profondamente addolorata e commossa per la scomparsa di Paolo. Quando abbiamo lavorato insieme a Palazzo Gambacorti, ho potuto apprezzarne le grandi doti umane, oltre che la correttezza istituzionale. Per me è stato un carissimo amico».
Maurizio Nerini, consigliere comunale di Noi Adesso Pis@, ricorda Mancini con parole molto efficaci: «Paolo amava Marina, amava Pisa. Sono l'ultimo con il quale lui aveva litigato politicamente, ma l'amicizia e la marinesità tra noi erano rimaste fortissime».
Alle recenti elezioni comunali Mancini non si era candidato. Ma, come ha spiegato ieri sera la sorella Virginia al “Tirreno”, la malattia non c’entrava: «Il fatto è che Paolo era rimasto amareggiato dalla divisione che c’era stata nello schieramento di centrodestra, tanto che aveva preferito mandare avanti me nella lista del Popolo della libertà».
Una delle ultime proposte di Mancini, inserita nel programma del Pdl, era stata quella di istituire un assessorato del litorale. «Vogliamo un assessore che stia in pianta stabile, con uffici e risorse finanziarie, sul litorale – aveva spiegato insieme al collega Giovanni Garzella – Un assessore che si occupi di tutte le questioni da Marina a Calambrone». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google