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Il leader di Noi Adesso Pisa contro il direttore del museo

Il leader di Noi Adesso Pisa contro il direttore del museo

PISA. Riflettori ancora puntati sul Museo di San Matteo, dove non si riesce a garantire un’apertura adeguata alle esigenze di una città turistica come Pisa a causa della carenza di personale. Sulla...

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PISA. Riflettori ancora puntati sul Museo di San Matteo, dove non si riesce a garantire un’apertura adeguata alle esigenze di una città turistica come Pisa a causa della carenza di personale.

Sulla vicenda, relativa a una struttura che è il più importante museo di pittura e scultura in città, intervengono Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl, e Diego Petrucci, capogruppo di Noi Adesso Pis@, dopo che nei giorni scorsi Antonio Veronese, presidente della Confesercenti dell’area pisana, ha auspicato l’intervento dei privati per rilanciare il museo.

Dice Garzella: «Credo sia improponibile che nel nostro Paese si possano immaginare dei musei chiusi durante le stagioni turistiche. Vista la crisi economica dovremmo invece immaginare i musei, compresi quelli pisani, come motori di turismo».

«In realtà - prosegue l’esponente del Popolo della libertà - il nostro patrimonio artistico è affidato alla burocrazia e a cattive organizzazioni. Interesserò a settembre la Commissione cultura del consiglio comunale per capire quanti sono gli accessi al Museo di San Matteo, dove negli anni passati non abbiamo mai brillato quanto a presenze. Anzi».

«Se i dati saranno confermati – conclude Garzella - sarà necessaria una azione politica forte del consiglio comunale affinché il Museo di San Matteo diventi un motore del settore turistico e non un soprammobile improduttivo».

Petrucci aggiunge: «Se la situazione del Museo di San Matteo è quella che è, la responsabilità è anche del direttore della struttura: Dario Matteoni. Lo stipendio di questi funzionari dovrebbe essere legato al numero dei visitatori. La cultura non può essere considerata come qualcosa di esclusivo, con il gusto dell’esclusivo, ma deve essere intesa come volano occupazione e sviluppo».

Da segnalare, infine, che il patrimonio culturale di Pisa è stato nei giorni scorsi al centro di una dichiarazione (positiva per la nostra città) di Carlo Trigilia, ministro per la coesione territoriale rilasciata a Uno Mattina Estate.

Trigilia ha ricordato che l'Italia possiede il più alto numero di siti Unesco, un patrimonio «che nella comparazione con altri Paesi è evidentemente una risorsa straordinaria».

«Il problema - ha aggiunto - non è solamente finanziario. È un problema riuscire a far cooperare gli attori che sono sul territorio per realizzare le cose. Siracusa, Ravenna e Pisa sono dei posti che hanno una dotazione di beni culturali simili, ma una fruizione molto diversa, molto più alta per Ravenna e Pisa. Il problema non è solo economico, è la capacità dei soggetti che sono sul territorio, pubblici e privati, di darsi una strategia, di fare dei servizi, di fare formazione, di fare una buona promozione. È questo che noi dobbiamo cercare di fare con il prossimo ciclo di fondi europei che parte a gennaio 2014: stimolare questa capacità di strategia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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