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la protesta

L’acqua a singhiozzo nella casa dell’Apes

di Carlo Venturini
L’acqua a singhiozzo nella casa dell’Apes

MARINA. «La mia vita finisce qui a 25 anni. Tanto questa non la posso chiamare vita». È una disperata richiesta di aiuto all’Apes, all’assessore Ylenia Zambito, agli assistenti sociali del Comune...

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MARINA. «La mia vita finisce qui a 25 anni. Tanto questa non la posso chiamare vita». È una disperata richiesta di aiuto all’Apes, all’assessore Ylenia Zambito, agli assistenti sociali del Comune quella che arriva da Maria Grazia Di Giannatale che abita in una casa popolare a Marina di Pisa. Madre di un bambino di un anno e mezzo, disoccupata, vive in casa con la madre invalida quasi al 100% di 52 anni. Quest’ultima ha anche una figlia di 8 anni. Il reddito che entra in casa è di circa 800 euro grazie ai 500 di pensione minima della nonna che ha 76 anni ed è gravemente malata. In totale con quel denaro devono vivere cinque persone. E tutti abitano in un minuscolo appartamento dove l’acqua, per mancanza di autoclave centralizzata, arriva due ore al giorno.

«Devo lavare mia madre in fretta nella vasca, poi il mio bambino e la sorella. Alla fine mi devo lavare io», dice Di Giannatale che è stanca, veramente stanca di lottare ogni giorno con mille problemi, stretta «dall’ansia dei soldi che mi azzanna».

«Neppure l’acqua! Neppure l’acqua per pulire un’anziana e due bambini. Si può vivere così? E leggo che in Comune vogliono dare gratis l’acqua ai rom del campo della Bigattiera».

La signora si scusa per lo sfogo, poi aggiunge: «Quando l’ho letto sul giornale mi sono venuti i brividi». Anche perché, stando al suo racconto, accanto al palazzo dove abita, vivono delle famiglie di stranieri che hanno un sussidio. «Sono andata in Comune – spiega Di Giannatale – e mi hanno risposto che quei soldi arrivano dall’Unione Europea. Ed io? Non ne faccio parte? Mi hanno detto che la cosa è più complessa di quello che sembra».

Quanto all’autoclave, «all’Apes mi hanno spiegato che devo rivolgermi all’amministratore del palazzo il quale, a sua volta, mi ha detto che devo chiedere all’Apes. Che faccio? Scrivo al tribunale? L’acqua razionata va da maggio a settembre».

Una speranza per questa famiglia potrebbe arrivare dall’assegno di invalidità della madre di Maria Grazia Di Giannatale. «Ma per ora non abbiamo ricevuto nulla. Non se ne parlerà neppure a settembre, visto che la seconda visita ci è stata fissata per il 28 agosto», precisa la giovane.

«Persone gentili e comprensive mi hanno trovato un posto di lavoro che però - conclude - ho dovuto lasciare perché non sapevo a chi affidare mia madre e mio figlio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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