Il Tirreno

Pisa

Tasse, Comune alleato del fisco nella guerra contro gli evasori

di Pietro Barghigiani

A settembre sarà firmato l’ accordo con l’Agenzia delle entrate per le segnalazioni di casi anomali L’assessore Serfogli annuncia l’anagrafe degli immobili. Contributo di 50mila euro dalla Regione

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PISA. Caro evasore, dormi preoccupato. Se ti scopro ti denuncio e quello che recupero lo tengo tutto per me. È il patto con il fisco che il Comune firmerà per far pagare chi finora è rimasto nell’ombra e anche chi è riuscito a versare meno di quello che avrebbe dovuto. A settembre l’alleanza verrà formalizzata tra amministrazione e Agenzia delle entrate.

Lo annuncia l’assessore a Finanze e Bilancio, Andrea Serfogli che aggiunge: «Vogliamo andare oltre l’accordo standard dell’Anci e per questo coinvolgeremo anche l’Inps». Sul tavolo dell’amministratore ci sono altri due progetti che hanno a che fare con la lotta all’evasione. Il primo è la costituzione dell’Aci, l’anagrafe comunale degli immobili. Il secondo, che sarà operativo il prossimo anno, mira a creare una comunicazione diretta via web tra contribuente e Sepi attraverso un software per il quale il Comune si è aggiudicato 50mila euro di contributi regionali.

L’incentivo. Per invogliare i Comuni a guardare meglio nelle proprie banche dati alla ricerca di chi ha scarsa memoria con il saldo di imposte e tributi, il legislatore ha riconosciuto ai municipi il 50 per cento (che diventa cento per cento per il triennio 2012-2014) delle somme accertate e riscosse grazie alle segnalazioni qualificate di situazioni evasive o elusive.

Le informazioni. La massa dei dati da incrociare è enorme. Anagrafe, stato civile, Ici per il passato e Imu per il presente, Tarsu, Cosap, imposta affissioni; edilizia privata, concessioni edilizie; attività produttive; riscossioni e pagamenti; riferimenti catastali; dichiarazione redditi, locazioni, utenze elettriche, anagrafe tributaria; Irap e Ires.

Come funziona. Il Comune predisporrà e invierà via web segnalazioni qualificate, cioè ben circoscritte, di tutte quelle notizie, dati o situazioni in grado di nascondere pratiche ad alto potenziale di evasione. Le segnalazioni riguarderanno gli ambiti del commercio e delle professioni, dell'urbanistica e del territorio, delle proprietà edilizie e del patrimonio immobiliare, delle residenze fiscali all'estero e di tutta una serie di altri beni indicativi di capacità contributiva.

L’Aci. L’acronimo sta per anagrafe comunale degli immobili e di fatto sarà una banca dati nella quale il patrimonio in mattoni presente sul territorio non avrà segreti, almeno a livello fiscale. «Vogliamo avere un monitoraggio su tutto il patrimonio immobiliare – spiega l’assessore –. Metteremo insieme i dati di Sepi e degli uffici che si occupano di edilizia e di urbanistica. L’obiettivo è di seguire l’evoluzione delle categorie catastali. Ci sono case classificate come economiche sulle quali, magari, nel corso degli anni sono state apportate degli migliorie che ne hanno elevato la catalogazione. Da catapecchia a villetta. Ciò significa che deve essere applicata una rendita più alta e quindi una tassazione maggiore. Oltre all’evasione ci preoccupiamo di colpire l’elusione fiscale». Le classificazioni catastali non corrispondenti alla realtà sono un’antologia di situazioni che svicolano dal fisco e il Comune vuole tenersi aggiornato.

Cassetto fiscale. Il progetto finanziato dalla Regione va integrare il sistema Tosca (Toscana Catasto) che già Sepi e il Comune utilizzano sul fronte del contrasto all’evasione. In pratica si darà la possibilità al contribuente di accedere dal portale dell’amministrazione o della società esattrice per conoscere la propria situazione. Sarà una sorta di “cassetto fiscale” disponibile per la consultazione delle proprie informazioni o su eventuali pendenze. «Non sarà solo un estratto conto tributario – sottolinea Serfogli – ma il cittadino potrà anche dialogare con Sepi, chiedere chiarimenti, fare segnalazioni o proporre modifiche circa la propria situazione fiscale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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