Il Tirreno

Pisa

Stop alle insegne a bandiera, ma quella della Dc è salva

di Daniele Benvenuti
Stop alle insegne a bandiera, ma quella della Dc è salva

PISA. Sei mesi per sistemare gli arredi sul suolo pubblico, diciotto per eliminare gli «elementi incongrui» dalle facciate, ma in questo caso, come specificano dal Comune, non ci saranno forzature e...

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PISA. Sei mesi per sistemare gli arredi sul suolo pubblico, diciotto per eliminare gli «elementi incongrui» dalle facciate, ma in questo caso, come specificano dal Comune, non ci saranno forzature e con flessibilità.

Questi i tempi per l’attuazione del nuovo regolamento dell’arredo urbano di corso Italia, regolamento che Palazzo Gambacorti intende proporre anche per via Santa Maria una volta pedonalizzata.

Per quanto riguarda le facciate dei palazzi privati, in sostanza, dovranno presentarsi libere: cavi o tubazioni non si devono vedere. E nei casi di rifacimento del colore esterno dei fabbricati dovranno essere svolte analisi dell’intonaco per verificare quello originario.

E se questo non può essere scoperto? Il nuovo colore dovrà essere scelto tra alcuni indicati dal Comune; e comunque non uguale agli edifici adiacenti.

Una direttiva apposita riguarda poi i fondi commerciali sfitti. Per «prevenire situazioni di degrado urbano», è fatto obbligo ai proprietari «di mantenere il fondo attraverso attività di pulizia», rimuovendo «ogni elemento riferito alla cessata attività».

Per i negozi e comunque le attività, ad eccezione dell’insegna, tutto deve essere collocato all’interno del fondo: dai condizionatori alle bacheche, dalle targhe all’illuminazione.

Ci sono però alcuni soggetti, soprattutto nel caso delle bacheche, che sono esentati: farmacie, uffici della pubblica amministrazione, cinema, associazioni e organismi politici.

Anche per le attività di interesse pubblico ci sono indicazioni simili, un esempio su tutti l’insegna con lo scudocrociato sul palazzo che ospitava la sede della Democrazia Cristiana: rimarrà comunque al suo posto, visto il valore storico.

L’atto approvato dalla giunta nei giorni scorsi, interviene anche sulle tende ombreggianti, specificandone caratteristiche e colori.

Altro capitolo quello relativo alle occupazioni di suolo pubblico e arredi esterni: bandito ogni tipo di pedana che sia di intralcio al traffico; inoltre per tavoli, ombrelloni e fioriere ci sono parametri da rispettare. Probabile anche un bando per accedere a contributi per coloro che devono provvedere a modificare i propri arredi in base al nuovo regolamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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